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Conversazioni fra Sabina e Michele, Il viaggio di Michele a Londra (Prima parte)

Michele: Ciao Sabina!

Sabina: Ciao Michele!

Bentornato!

M.

Grazie, anche a te!

S.

Grazie. Come stai?

M.

Bene, e tu?

S.

Io sto bene, grazie. Come è andato il tuo viaggio?

M.

È andato molto bene, e infatti sono un po' triste che sia già finito e mi dispiace di essere già tornato alla mia routine quotidiana qui a casa.

S.

Eh, le cose belle finiscono sempre troppo in fretta…

M.

Non so se è vero; spero di no, però in questo caso sì, hai ragione.

S.

In questo caso dice… pensavo io.

M.

Sì.

S.

Vuoi che raccontiamo qualcosina del tuo viaggio ai nostri studenti?

M.

Sì… va bene!

S.

Allora, che cosa hai visitato di bello?

M.

Beh, ho visitato Londra, però, più che fare un viaggio prettamente turistico, è stato un viaggio conoscitivo e sociale perché, oltre alle cose che ho visto, ho avuto anche l’opportunità, grazie a CouchSurfing, di conoscere molte persone e di venire in contatto con realtà diverse da quelle che abbiamo qui a casa.

S.

Che bello! È la parte che preferisco dei viaggi: incontrare le persone del posto e scambiare con loro nozioni di vita quotidiana, informazioni… avere informazioni diverse dalle nostre, capire che loro vivono in modo diverso e…

M.

Sì.

S.

… e imparare da queste cose.

M.

Sì, e poi con CouchSurfing non è solo imparare… farsi raccontare come vivono, ma è proprio sperimentarlo sulla tua pelle, perché vivi con loro e quindi condividi anche questi aspetti un po', delle volte, insoliti per te. Per esempio, sono stato, durante questi otto giorni di soggiorno a Londra, con tre… con tre famiglie, tre nuclei diversi: all’inizio sono stato tre notti a casa di un signore di cinquantun (51) anni cristiano, che ha una casa molto grande in centro a Londra, dove vive con altri sei giovani, tutti cristiani, e fanno una vita abbastanza impegnata nella chiesa locale, che è una chiesa battista, e dove invitano ad andare tutti i CouchSurfer che sono ospiti da loro; e quindi, per me è stata una cosa nuova, oltre al fatto di essere ospitato… a Londra, insomma, e stare anche assieme ad altri giovani che erano ospiti insieme a me, con cui ho dormito nella stessa camera e con cui sono anche uscito a girare per Londra, ma è stata una cosa interessante anche andare a questa… uhm… questo “servizio” battista, come chiamano loro le cerimonie religiose (non le chiamano “messe” ma “servizio” nella chiesa protestante)…

S.

Aha.

M.

… e in questa “chiesa” battista non c’era niente di una chiesa, non solo cattolica, ma cristiana più in generale, perché anche le chiese ortodosse e protestanti hanno tratti distintivi di una chiesa; questa, invece, aveva una facciata che sembrava un tempio greco, il… la parte dietro, invece, era stata distrutta – mi ha raccontato questo signore – dai tedeschi durante la guerra, e dentro era come un teatro o una aula magna di università, con il pastore (o come si chiama, il predicatore) seduto a… su una cattedra su un palco… scenico, una cosa del genere, e tutti i fedeli seduti attorno su dei banchi, e non c’era assolutamente niente che ricordasse la cristianità, perché mi hanno raccontato poi che nella chiesa battista è… uhm… è abolito il culto di qualsiasi immagine o simbolo; quindi, mi diceva un ragazzo rumeno, che era ospite insieme a me, che anche lui è battista, ma la sua chiesa in Romania era piuttosto diversa da quella dove siamo andati noi, e comunque anche da lui, non c’è, per esempio, in chiesa non c’è il crocifisso, non c’è nessuna immagine né, tanto meno, quadri o icone, perché non bisogna venerare l’immagine ma Dio in sé e per sé.

S.

Caspita!

M.

È qualcosa di un po' insolito, che faccio fatica a capire. E poi, qui da noi ci lamentiamo sempre, io e i miei genitori, quando ci sono dei preti che tengono la predica lunga anche un quarto d’ora o via di giù… o via di lì, e invece là, questo pastore ha parlato per quaranta minuti di seguito, ha fatto un sermone di quaranta minuti perché, si racconta (forse non si sa se è il motivo vero o se è solo una specie di storiella) che abbiano deciso di fare i sermoni di quaranta minuti quando c’erano le audiocassette che duravano in tutto quaranta minuti; e quindi, siccome registravano i discorsi, li facevano di quella durata. E così… insomma, è stato un po' pesante per me, abituato alle nostre messe. Poi, alla fine della messa c’erano anche una decina di giovani che dovevano essere battezzati e tra questi c’era uno dei coinquilini di questo signore che ci ha ospitato, e quindi alla fine la messa è durata un’ora è mezza!

S.

Caspita!

M.

È stata un po' pesantuccia anche per me che sono abituato a andare in chiesa, ma…


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Michele: Ciao Sabina!

Sabina: Ciao Michele!

Bentornato!

M.

Grazie, anche a te!

S.

Grazie. Come stai?

M.

Bene, e tu?

S.

Io sto bene, grazie. Come è andato il tuo viaggio?

M.

È andato molto bene, e infatti sono un po' triste che sia già finito e mi dispiace di essere già tornato alla mia routine quotidiana qui a casa.

S.

Eh, le cose belle finiscono sempre troppo in fretta…

M.

Non so se è vero; spero di no, però in questo caso sì, hai ragione.

S.

In questo caso dice… pensavo io.

M.

Sì.

S.

Vuoi che raccontiamo qualcosina del tuo viaggio ai nostri studenti?

M.

Sì… va bene!

S.

Allora, che cosa hai visitato di bello?

M.

Beh, ho visitato Londra, però, più che fare un viaggio prettamente turistico, è stato un viaggio conoscitivo e sociale perché, oltre alle cose che ho visto, ho avuto anche l’opportunità, grazie a CouchSurfing, di conoscere molte persone e di venire in contatto con realtà diverse da quelle che abbiamo qui a casa.

S.

Che bello! È la parte che preferisco dei viaggi: incontrare le persone del posto e scambiare con loro nozioni di vita quotidiana, informazioni… avere informazioni diverse dalle nostre, capire che loro vivono in modo diverso e…

M.

Sì.

S.

… e imparare da queste cose.

M.

Sì, e poi con CouchSurfing non è solo imparare… farsi raccontare come vivono, ma è proprio sperimentarlo sulla tua pelle, perché vivi con loro e quindi condividi anche questi aspetti un po', delle volte, insoliti per te. Per esempio, sono stato, durante questi otto giorni di soggiorno a Londra, con tre… con tre famiglie, tre nuclei diversi: all’inizio sono stato tre notti a casa di un signore di cinquantun (51) anni cristiano, che ha una casa molto grande in centro a Londra, dove vive con altri sei giovani, tutti cristiani, e fanno una vita abbastanza impegnata nella chiesa locale, che è una chiesa battista, e dove invitano ad andare tutti i CouchSurfer che sono ospiti da loro; e quindi, per me è stata una cosa nuova, oltre al fatto di essere ospitato… a Londra, insomma, e stare anche assieme ad altri giovani che erano ospiti insieme a me, con cui ho dormito nella stessa camera e con cui sono anche uscito a girare per Londra, ma è stata una cosa interessante anche andare a questa… uhm… questo “servizio” battista, come chiamano loro le cerimonie religiose (non le chiamano “messe” ma “servizio” nella chiesa protestante)…

S.

Aha.

M.

… e in questa “chiesa” battista non c’era niente di una chiesa, non solo cattolica, ma cristiana più in generale, perché anche le chiese ortodosse e protestanti hanno tratti distintivi di una chiesa; questa, invece, aveva una facciata che sembrava un tempio greco, il… la parte dietro, invece, era stata distrutta – mi ha raccontato questo signore – dai tedeschi durante la guerra, e dentro era come un teatro o una aula magna di università, con il pastore (o come si chiama, il predicatore) seduto a… su una cattedra su un palco… scenico, una cosa del genere, e tutti i fedeli seduti attorno su dei banchi, e non c’era assolutamente niente che ricordasse la cristianità, perché mi hanno raccontato poi che nella chiesa battista è… uhm… è abolito il culto di qualsiasi immagine o simbolo; quindi, mi diceva un ragazzo rumeno, che era ospite insieme a me, che anche lui è battista, ma la sua chiesa in Romania era piuttosto diversa da quella dove siamo andati noi, e comunque anche da lui, non c’è, per esempio, in chiesa non c’è il crocifisso, non c’è nessuna immagine né, tanto meno, quadri o icone, perché non bisogna venerare l’immagine ma Dio in sé e per sé.

S.

Caspita!

M.

È qualcosa di un po' insolito, che faccio fatica a capire. E poi, qui da noi ci lamentiamo sempre, io e i miei genitori, quando ci sono dei preti che tengono la predica lunga anche un quarto d’ora o via di giù… o via di lì, e invece là, questo pastore ha parlato per quaranta minuti di seguito, ha fatto un sermone di quaranta minuti perché, si racconta (forse non si sa se è il motivo vero o se è solo una specie di storiella) che abbiano deciso di fare i sermoni di quaranta minuti quando c’erano le audiocassette che duravano in tutto quaranta minuti; e quindi, siccome registravano i discorsi, li facevano di quella durata. E così… insomma, è stato un po' pesante per me, abituato alle nostre messe. Poi, alla fine della messa c’erano anche una decina di giovani che dovevano essere battezzati e tra questi c’era uno dei coinquilini di questo signore che ci ha ospitato, e quindi alla fine la messa è durata un’ora è mezza!

S.

Caspita!

M.

È stata un po' pesantuccia anche per me che sono abituato a andare in chiesa, ma…

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