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Conversazioni fra Sabina e Michele, I colori della primavera (Prima parte)

Sabina: Ciao Michele!

Michele: Ciao Sabina, come stai?

S. Io sto bene e tu?

M. Anch’io.

S. Com’è il tempo lì da voi?

M. Beh, penso non troppo diverso da quello che hai tu, sempre un po' brutto, variabile, con giorni di pioggia, nuvole…

S. Tempo uggioso, anche se siamo in primavera.

M. Sì, primavera solo formalmente.

S. Solo di nome, perché di fatto ci sta proprio stressando questo tempo.

M. Sì, sembra quasi di essere in autunno più che in primavera.

S. È vero, ma speriamo che arrivi presto la primavera, quella con la P maiuscola, cioè quella che ci porta belle giornate di sole, belle giornate calde, tiepide più che calde…

M. Sì.

S. E speriamo che cominci presto. Qualche giornata ce l’ha concessa nel mezzo dei giorni di pioggia.

M. Poche, però, ancora.

S. È vero, tanto poche. Però quelle poche sai ti invogliano a uscire, a fare qualche passeggiata, il sole caldo ti fa voglia di mettere le maniche corte, di mettere via i maglioni.

M. Sì.

S. E poi, il giorno dopo magari piove, torna il freddo, fuori tutto un’altra volta.

M. Eh… sì, eh.

S. Torniamo con i maglioni, con i giubbotti.

M. Eheh, è vero.

S. Succede anche lì da voi così?

M. Sì, certo!

S. Però diciamo che, durante le giornate belle, vien voglia anche di sistemare il giardino, di dare un tocco di colore con nuove piante, con nuovi fiori…. non viene anche a te questa… questa voglia di colore e novità?

M. Mm, onestamente no! Non ho il pollice verde, forse ce l’ho nero.

S. Nero?! Perché nero?

M. Così… perché non ho mai avuto la passione, l’interesse per il giardinaggio, e quindi… così, potevo anche dire anche rosso, giallo…

S. Giallino!

M. Però invece a mia mamma piacciono le piante, anche se non può fare giardinaggio come vorrebbe, perché mia nonna lei fa un po' i dispetti, involontariamente, ma insomma… Comunque, sì, è bello avere un giardino con piante, alberi, fiori, però finché c’è qualcun altro che lo fa, mi piace; se dovessi pensarci io, penso che rinuncerei.

S. Io invece ho il mio giardino e sono contenta di averlo, perché posso passare qualche ora senza pensieri, piantando, facendo le aiuole belle colorate con i fiori di stagione, e curare la mia erbetta: devo tagliarla, è un po' una noia quando è ora di tagliarla, però va bene dai, poi il risultato ripaga dello sforzo che si fa.

M. Eh, eh.

S. E queste giornate così, di sole, di calduccio, di voglia di fare… la voglia di fare salta fuori.

M. Sì.

S. Sicuramente. Poi è bello, anche il colore tira su il morale e ti dà un po' di vitalità, ti dà un po' di voglia che arrivi questa primavera che non si è ancora fatta vedere.

M. Sì.

S. A te non succede così?

M. Sì.

È sempre bello vedere un giardino colorato, infatti sono anche contento di abitare in una casa con un bel giardino. Credo che abbiamo il giardino più grande di tutto il quartiere o senz’altro della via. Quando ero piccolo, attaccato a noi c’era una casa, di proprietà di due persone, con un parco enorme, e alberi che, se non erano secolari, mancava poco e c’era anche una villa storica, non lo so se fosse dell’Ottocento almeno… e poi questi qua, per fare soldi, hanno venduto tutto e hanno dato la licenza al Comune per costruire. Adesso ci troviamo con un bel condominio di miniappartamenti, proprio qua vicino; e quindi questo fa apprezzare ancora di più quello che abbiamo.

S. Immagino.



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Sabina: Ciao Michele!

Michele: Ciao Sabina, come stai?

S. Io sto bene e tu?

M. Anch’io.

S. Com’è il tempo lì da voi?

M. Beh, penso non troppo diverso da quello che hai tu, sempre un po' brutto, variabile, con giorni di pioggia, nuvole…

S. Tempo uggioso, anche se siamo in primavera.

M. Sì, primavera solo formalmente.

S. Solo di nome, perché di fatto ci sta proprio stressando questo tempo.

M. Sì, sembra quasi di essere in autunno più che in primavera.

S. È vero, ma speriamo che arrivi presto la primavera, quella con la P maiuscola, cioè quella che ci porta belle giornate di sole, belle giornate calde, tiepide più che calde…

M. Sì.

S. E speriamo che cominci presto. Qualche giornata ce l’ha concessa nel mezzo dei giorni di pioggia.

M. Poche, però, ancora.

S. È vero, tanto poche. Però quelle poche sai ti invogliano a uscire, a fare qualche passeggiata, il sole caldo ti fa voglia di mettere le maniche corte, di mettere via i maglioni.

M. Sì.

S. E poi, il giorno dopo magari piove, torna il freddo, fuori tutto un’altra volta.

M. Eh… sì, eh.

S. Torniamo con i maglioni, con i giubbotti.

M. Eheh, è vero.

S. Succede anche lì da voi così?

M. Sì, certo!

S. Però diciamo che, durante le giornate belle, vien voglia anche di sistemare il giardino, di dare un tocco di colore con nuove piante, con nuovi fiori…. non viene anche a te questa… questa voglia di colore e novità?

M. Mm, onestamente no! Non ho il pollice verde, forse ce l’ho nero.

S. Nero?! Perché nero?

M. Così… perché non ho mai avuto la passione, l’interesse per il giardinaggio, e quindi… così, potevo anche dire anche rosso, giallo…

S. Giallino!

M. Però invece a mia mamma piacciono le piante, anche se non può fare giardinaggio come vorrebbe, perché mia nonna lei fa un po' i dispetti, involontariamente, ma insomma… Comunque, sì, è bello avere un giardino con piante, alberi, fiori, però finché c’è qualcun altro che lo fa, mi piace; se dovessi pensarci io, penso che rinuncerei.

S. Io invece ho il mio giardino e sono contenta di averlo, perché posso passare qualche ora senza pensieri, piantando, facendo le aiuole belle colorate con i fiori di stagione, e curare la mia erbetta: devo tagliarla, è un po' una noia quando è ora di tagliarla, però va bene dai, poi il risultato ripaga dello sforzo che si fa.

M. Eh, eh.

S. E queste giornate così, di sole, di calduccio, di voglia di fare… la voglia di fare salta fuori.

M. Sì.

S. Sicuramente. Poi è bello, anche il colore tira su il morale e ti dà un po' di vitalità, ti dà un po' di voglia che arrivi questa primavera che non si è ancora fatta vedere.

M. Sì.

S. A te non succede così?

M. Sì.

È sempre bello vedere un giardino colorato, infatti sono anche contento di abitare in una casa con un bel giardino. Credo che abbiamo il giardino più grande di tutto il quartiere o senz’altro della via. Quando ero piccolo, attaccato a noi c’era una casa, di proprietà di due persone, con un parco enorme, e alberi che, se non erano secolari, mancava poco e c’era anche una villa storica, non lo so se fosse dell’Ottocento almeno… e poi questi qua, per fare soldi, hanno venduto tutto e hanno dato la licenza al Comune per costruire. Adesso ci troviamo con un bel condominio di miniappartamenti, proprio qua vicino; e quindi questo fa apprezzare ancora di più quello che abbiamo.

S. Immagino.


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