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Conversazioni fra Sabina e Michele, Guidare in Italia (Seconda parte)

Michele: Poi va detto che, in Italia, ogni volta che si parla di costruire qualcosa, salta fuori il gruppuscolo, il comitato di turno che blocca tutto, ti fa fare ricorsi, aspettare, salire le spese… quindi l’Italia, dal punto di vista dei trasporti, è abbastanza arretrata.

Sabina: È vero, questo… devo dartene atto di questo. Comunque, va ben, diciamo che girare in macchina in Italia non è poi tanto male, ci sono anche…

M. No, se non ci fossero gli autisti, sarebbe anche meglio!

S. Ahahah! Bello, le macchine automatiche con il telecomando!

M. Eh!

S. Tipo giochini per bambini, sai che bel(lo)?

M. Ci sono pure i treni senza autista, quelli della metropolitana in certe città, adesso anche a Milano! Si potrebbero fare delle macchine senza autista.

S. Sai che bello…

M. Sarebbero più intelligenti di tanti autisti, no?

S. Infatti, sarebbe bello. Per certi autisti ci vorrebbero proprio queste macchine

M. Sì.

Così magari si eviterebbero tanti incidenti, però immagino che dopo ci siano i soliti conflitti di interessi, che certe case automobilistiche dovrebbero pagare di più, magari venderebbero meno… Sempre le solite storie, no? Come quella delle auto a idrogeno, che non si vendono perché c’è l’industria del petrolio che sarebbe penalizzata, anche se tutti parlano male del petrolio, eccetera eccetera.

S. Ma siamo proprio così complicati in Italia?

M. Sì, forse non solo in Italia, però…

S. … però siamo complicati! Eheh!

M. Sì.

L’italiano è, di per sé, complicato, no?, irregolare, ehm… inclassificabile tante volte, come…

S. Il tipo da ultimo minuto, anzi aspetta ancora un po'!

M. Eh, eh, sì.

S. Sì o no?

M. Sì.

S. Ecco. Bello, bello, proprio bello, eheh! Va beh…

M. Beh, non so, vogliamo dire qualcos’altro, o finiamo qua?

S. Cosa possiamo dire ancora? Che per prendere la patente, in Italia bisogna fare due tipi di esami…

M. Sì.

S. … quello di teoria e quello di pratica?

M. E non si sa quale sia più inutile, visti i risultati…

S. Beh, insomma…

M. Però sì, finora, se non hanno cambiato le regole, sono questi due esami: l’esame di teoria, non so se è ancora così, dovrebbe essere un scelta multipla…

S. Esatto, l’esame di teoria sono dei quiz a scelta multipla…

M. Sì.

S. … sui quali devi dare la risposta giusta, perché con tre risposte errate non passi l’esame, per cui lo devi rifare.

M. Tre? Quando l’ho fatto io erano quattro.

S. Adesso hanno dimezzato… no dimezzato, hanno abbassato un po'…

M. Aha.

S. Te lo dico perché ho mia figlia che lo sta facendo, e quindi…

M. Aha, sì.

S. Sono diventate tre. Poi hanno messo… hanno inserito tutti i segnali europei, per cui lo hanno un po' ampliato, lo hanno un po', diciamo, ehm, fatto… fatto un po'… un po' meglio. Comunque la teoria la devono dare e devono fare questi quiz e, quando fanno i quiz giusti, poi passano e devono fare l’esame di pratica.

M. Sì.

Resta il fatto che questo esame di teoria si potrebbe passare anche con tanta fortuna.

S. Beh, insomma… eheheh! Diciamo che, se la conta delle probabilità ti va bene, puoi farlo.

M. Sì.

S. Secondo me è meglio studiare, però.

M. Beh, certo. Ovviamente nessuno di noi vuole incoraggiare a… andare a occhio.

S. Anche perché poi, quando le cose le sai, magari ti comporti meglio in strada quando sei…

M. Poi eviti, magari, di prendere multe, di fare incidenti…

S. Esatto, proprio questo è lo scopo principale dell’esame di teoria. E poi, l’esame di guida. E lì mi vien da ridere!

M. Che per tutti quelli che l’hanno fatto era la parte più facile, per me è stato un incubo. Insomma, la teoria… avrei fatto venti volte la teoria pur di non fare la pratica.

S. Ma…

M. E infatti, alla fine, non l’ho passato.

S. Ma secondo me la pratica è semplice, però come tutti all’inizio, quando non sei abituato a fare una cosa da tanto tempo, naturalmente chi inizia a guidare non l’ha mai fatto, quindi si viene presi un po' dal panico, e quindi anche le cose più facili diventano complesse.

M. Sì, e poi ci sono alcuni istruttori che pensano che tu debba sapere tutto e subito, riuscire al primo colpo… Io ne ho avuto uno che mi trattava un po' da ignorante… Insomma, va beh… Comunque, siccome io abito in città (una città, tra l’altro con il treno, la stazione), non è che ho tanto bisogno di andare in macchina, e per fortuna i miei genitori hanno la patente per quelle poche volte che c’è proprio necessità. Quindi, se mai abiterò – ma non credo di abitare mai – in un paesino di campagna, vedremo.

S. Invece io, che abito in un paesino un po' fuori, devo prendere la macchina sempre, tutti i giorni e quindi sono stata costretta fin da piccola a fare la patente…

M. Sì.

S. … e usare la macchina tutti i giorni, come tantissimi italiani, anche perché le connessioni con i mezzi pubblici ci sono abbastanza raramente nel senso che non prima di mezz’ora da un passaggio all’altro, per cui diventa un po' più complesso.

M. Sì.

S. Non impossibile, però certo, chi deve rispettare gli orari… è un po' più complicato. Per cui prendo la macchina e via!

M. Bene.

S. Ecco, abbiamo dato alcune nozioni, così, su come ci comportiamo in Italia con patente, guida, macchina, traffico, eccetera.

M. Sì.

S. Direi che per questa prima conversazione dopo tanto tempo possiamo chiudere qui, cosa ne dici?

M. Sì, certo, sì.

S. Ok, allora salutiamo di cuore tutti i nostri studenti…

M. Sì…

S. Speriamo che si divertano a leggere questa… e a studiare questa lezione…

Certo, speriamo. Speriamo che ci diano qualche rosa, qualche punticino, se vogliono, così da incoraggiarci a farne altre… e salutiamo e rimandiamo alla prossima conversazione, speriamo presto.

S. Certamente! Ciao a tutti, ciao Michele!

M. Ciao Sabina! A presto!



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Michele: Poi va detto che, in Italia, ogni volta che si parla di costruire qualcosa, salta fuori il gruppuscolo, il comitato di turno che blocca tutto, ti fa fare ricorsi, aspettare, salire le spese… quindi l’Italia, dal punto di vista dei trasporti, è abbastanza arretrata.

Sabina: È vero, questo… devo dartene atto di questo. Comunque, va ben, diciamo che girare in macchina in Italia non è poi tanto male, ci sono anche…

M. No, se non ci fossero gli autisti, sarebbe anche meglio!

S. Ahahah! Bello, le macchine automatiche con il telecomando!

M. Eh!

S. Tipo giochini per bambini, sai che bel(lo)?

M. Ci sono pure i treni senza autista, quelli della metropolitana in certe città, adesso anche a Milano! Si potrebbero fare delle macchine senza autista.

S. Sai che bello…

M. Sarebbero più intelligenti di tanti autisti, no?

S. Infatti, sarebbe bello. Per certi autisti ci vorrebbero proprio queste macchine

M. Sì.

Così magari si eviterebbero tanti incidenti, però immagino che dopo ci siano i soliti conflitti di interessi, che certe case automobilistiche dovrebbero pagare di più, magari venderebbero meno… Sempre le solite storie, no? Come quella delle auto a idrogeno, che non si vendono perché c’è l’industria del petrolio che sarebbe penalizzata, anche se tutti parlano male del petrolio, eccetera eccetera.

S. Ma siamo proprio così complicati in Italia?

M. Sì, forse non solo in Italia, però…

S. … però siamo complicati! Eheh!

M. Sì.

L’italiano è, di per sé, complicato, no?, irregolare, ehm… inclassificabile tante volte, come…

S. Il tipo da ultimo minuto, anzi aspetta ancora un po'!

M. Eh, eh, sì.

S. Sì o no?

M. Sì.

S. Ecco. Bello, bello, proprio bello, eheh! Va beh…

M. Beh, non so, vogliamo dire qualcos’altro, o finiamo qua?

S. Cosa possiamo dire ancora? Che per prendere la patente, in Italia bisogna fare due tipi di esami…

M. Sì.

S. … quello di teoria e quello di pratica?

M. E non si sa quale sia più inutile, visti i risultati…

S. Beh, insomma…

M. Però sì, finora, se non hanno cambiato le regole, sono questi due esami: l’esame di teoria, non so se è ancora così, dovrebbe essere un scelta multipla…

S. Esatto, l’esame di teoria sono dei quiz a scelta multipla…

M. Sì.

S. … sui quali devi dare la risposta giusta, perché con tre risposte errate non passi l’esame, per cui lo devi rifare.

M. Tre? Quando l’ho fatto io erano quattro.

S. Adesso hanno dimezzato… no dimezzato, hanno abbassato un po'…

M. Aha.

S. Te lo dico perché ho mia figlia che lo sta facendo, e quindi…

M. Aha, sì.

S. Sono diventate tre. Poi hanno messo… hanno inserito tutti i segnali europei, per cui lo hanno un po' ampliato, lo hanno un po', diciamo, ehm, fatto… fatto un po'… un po' meglio. Comunque la teoria la devono dare e devono fare questi quiz e, quando fanno i quiz giusti, poi passano e devono fare l’esame di pratica.

M. Sì.

Resta il fatto che questo esame di teoria si potrebbe passare anche con tanta fortuna.

S. Beh, insomma… eheheh! Diciamo che, se la conta delle probabilità ti va bene, puoi farlo.

M. Sì.

S. Secondo me è meglio studiare, però.

M. Beh, certo. Ovviamente nessuno di noi vuole incoraggiare a… andare a occhio.

S. Anche perché poi, quando le cose le sai, magari ti comporti meglio in strada quando sei…

M. Poi eviti, magari, di prendere multe, di fare incidenti…

S. Esatto, proprio questo è lo scopo principale dell’esame di teoria. E poi, l’esame di guida. E lì mi vien da ridere!

M. Che per tutti quelli che l’hanno fatto era la parte più facile, per me è stato un incubo. Insomma, la teoria… avrei fatto venti volte la teoria pur di non fare la pratica.

S. Ma…

M. E infatti, alla fine, non l’ho passato.

S. Ma secondo me la pratica è semplice, però come tutti all’inizio, quando non sei abituato a fare una cosa da tanto tempo, naturalmente chi inizia a guidare non l’ha mai fatto, quindi si viene presi un po' dal panico, e quindi anche le cose più facili diventano complesse.

M. Sì, e poi ci sono alcuni istruttori che pensano che tu debba sapere tutto e subito, riuscire al primo colpo… Io ne ho avuto uno che mi trattava un po' da ignorante… Insomma, va beh… Comunque, siccome io abito in città (una città, tra l’altro con il treno, la stazione), non è che ho tanto bisogno di andare in macchina, e per fortuna i miei genitori hanno la patente per quelle poche volte che c’è proprio necessità. Quindi, se mai abiterò – ma non credo di abitare mai – in un paesino di campagna, vedremo.

S. Invece io, che abito in un paesino un po' fuori, devo prendere la macchina sempre, tutti i giorni e quindi sono stata costretta fin da piccola a fare la patente…

M. Sì.

S. … e usare la macchina tutti i giorni, come tantissimi italiani, anche perché le connessioni con i mezzi pubblici ci sono abbastanza raramente nel senso che non prima di mezz’ora da un passaggio all’altro, per cui diventa un po' più complesso.

M. Sì.

S. Non impossibile, però certo, chi deve rispettare gli orari… è un po' più complicato. Per cui prendo la macchina e via!

M. Bene.

S. Ecco, abbiamo dato alcune nozioni, così, su come ci comportiamo in Italia con patente, guida, macchina, traffico, eccetera.

M. Sì.

S. Direi che per questa prima conversazione dopo tanto tempo possiamo chiudere qui, cosa ne dici?

M. Sì, certo, sì.

S. Ok, allora salutiamo di cuore tutti i nostri studenti…

M. Sì…

S. Speriamo che si divertano a leggere questa… e a studiare questa lezione…

Certo, speriamo. Speriamo che ci diano qualche rosa, qualche punticino, se vogliono, così da incoraggiarci a farne altre… e salutiamo e rimandiamo alla prossima conversazione, speriamo presto.

S. Certamente! Ciao a tutti, ciao Michele!

M. Ciao Sabina! A presto!


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