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Conversazioni fra Sabina e Michele, Guidare in Italia (Prima parte)

Michele: Ciao Sabina!

Sabina: Ciao Michele, finalmente dopo un bel po' di tempo ci risentiamo!

M. Sì, ti ricordi, è passato già un anno.

S. Mamma mia così tanto tempo!

M. Ti sei resa conto?! ?

S. Mamma… assurdo! No, non mi sono resa conto. Il lavoro mi ha portato via così tanto tempo che veramente non mi sono resa conto che è passato un anno già!

M. Invece i nostri studenti si sono resi conto… immagino!

S. Eh, poveri, hanno anche ragione però!

M. Sì, da un certo punto di vista sì, d’altra parte non possiamo fare tutto noi, se ci fosse qualcun altro che ci aiuta, sarebbe meglio.

S. Questo è vero e, purtroppo, anche la vita di tutti i giorni a volte ci obbliga a non star qua su… su LingQ a fare conversazioni o fare queste cose, perché ci sono priorità diverse da LingQ, purtroppo!

M. Già, è vero. E oggi a proposito di vita di tutti i giorni avevamo pensato di parlare della guida, di come si guida in Italia e di temi connessi.

S. Bello! Bellissimo! Specialmente prendere la patente. Prova a chiederlo ai nostri ragazzi quando hanno diciotto anni e non vedono l’ora, aiuto! aiuto! aiuto!, arrivano i diciott’anni, arriva la patente!

M. Sì, purtroppo per me non è andata esattamente così, ma per la maggior parte delle persone, sì, perché la patente è sempre simbolo di autonomia, di libertà, indipendenza, no?

S. È vero, però si dimenticano che una macchina costa soldi, ci vuole la benzina… oppure il diesel, quello che serve, dipende dal tipo di macchina… costa di assicurazione, costa di bollo e magari loro sono lì che sono a scuola e dipendono dai genitori, per cui… tirano anche su il naso perché… “Mamma, non mi dai neanche i soldi per la benzina questa settimana”!

M. Sì, è vero e la benzina purtroppo costa sempre di più; e poi ci sono sempre più macchine in circolazione, il che rende guidare anche un po' pericoloso a volte, infatti quando io non ho passato il test per la patente mia mamma è stata tutta contenta, e mi ha, in pratica, proibito di riprovarci finché lei campa.

S. Addirittura! Mannaggia!

M. Sì, eh… Figlio unico…

S. Eh, troppo protetti questi figli unici!

M. Sì, può darsi, però d’altra parte ha ragione anche lei: c’è di quella gente che guida… e ci si chiede come hanno fatto a prendere la patente…

S. Questo è vero! Lo posso confermare perché proprio martedì scorso ho visto un incidente da paura, poi alla fine sul giornale ho letto che il ragazzo che ha fatto l’incidente è morto, purtroppo. E quindi son cose che ti fanno pensare molto, specialmente quando la macchina la dai ai ragazzotti di diciotto anni che pensano di avere il mondo in mano e invece non si rendono conto che….

M. Si ai ragazzotti di diciotto anni, e anche ai “vecioti” [vecchiotti] come si dice qua, di ottanta, novant’anni.

S. Ahahah!

M. Ci si chiede come possano rinnovargliela perché proprio, sì, alcuni magari guidano ancora bene, ma tanti no; mi ricordo che fino a qualche anno fa abitava vicino a noi il cugino di mia nonna, che però aveva quasi la stessa età e nonostante avesse, fa' conto… non lo so, settant’anni, settantacinque, guidava in modo da paura, proprio! Infatti mi ha portato una volta fino in stazione e quando sono arrivato in stazione, mi sono come sentito sollevato.

S. Immagino!

M. Ma sì, guidare in città proprio…

S. Poi sinceramente, con tutte le macchine che ci sono, anche guidare in città è diventata una cosa orrenda, nel senso che il traffico è caotico, per fare poca strada ci metti un sacco di tempo…

M. Sì, infatti.

S. … ci sono tantissime macchine, tutti hanno fretta e io non so… tante volte tutti sembrano impazziti quando sono in macchina.

M. Sì, però anche va detto che è un problema di educazione alla mobilità, diciamo, perché in Italia c’è troppa gente che va in macchina per muoversi in città, quando potrebbe andare a piedi o con i mezzi pubblici. Un conto è doversi spostare, spesso o a orari variabili, come mio papà che lavora un giorno da una parte e un giorno dall’altra, non può fare affidamento sui treni perché delle volte torna di notte, ma gente che lavora in città oppure che va sempre, fa' conto, da Rovigo a Venezia con orario da impiegato, o cose del genere ci sono i trasporti pubblici, ci sono i propri piedi per la città, e purtroppo in Italia c’è questo vizio di andare dappertutto in macchina, quindi ne pagano le conseguenze quelli che hanno effettivamente bisogno di andare in macchina.

S. Sono proprio d’accordo, è vero: tante volte prendiamo la macchina giusto per andare fuori in piazza o giù in cortile per un po'.

M. Hm hm….

S. Hai visto il nuovo… la nuova pubblicità della macchina di quelli lì che vanno in appartamento, in ascensore con la macchina, che si siedono sul divano con la macchina, mi fa morire…

M. No, non l’ho vista.

S. Non l’hai vista? E non mi ricordo qual è la marca della macchina ma…

M. Ma non facciamo neanche pubblicità, dài…

S. Certamente! Anche perché non è tanto bella quella pubblicità lì, proprio non scendono proprio dalla macchina.

M. Ah sì?

S. Invece farebbe bene qualche bella passeggiata a piedi…

M. Certo.

S. Anche per la salute.

M. Anche perché gli italiani son sempre più grassi, un po' come tutti nel mondo occidentale, mi sembra. Però, in altri paesi sono più civilizzati, almeno per quanto riguarda i trasporti.



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Michele: Ciao Sabina!

Sabina: Ciao Michele, finalmente dopo un bel po' di tempo ci risentiamo!

M. Sì, ti ricordi, è passato già un anno.

S. Mamma mia così tanto tempo!

M. Ti sei resa conto?! ?

S. Mamma… assurdo! No, non mi sono resa conto. Il lavoro mi ha portato via così tanto tempo che veramente non mi sono resa conto che è passato un anno già!

M. Invece i nostri studenti si sono resi conto… immagino!

S. Eh, poveri, hanno anche ragione però!

M. Sì, da un certo punto di vista sì, d’altra parte non possiamo fare tutto noi, se ci fosse qualcun altro che ci aiuta, sarebbe meglio.

S. Questo è vero e, purtroppo, anche la vita di tutti i giorni a volte ci obbliga a non star qua su… su LingQ a fare conversazioni o fare queste cose, perché ci sono priorità diverse da LingQ, purtroppo!

M. Già, è vero. E oggi a proposito di vita di tutti i giorni avevamo pensato di parlare della guida, di come si guida in Italia e di temi connessi.

S. Bello! Bellissimo! Specialmente prendere la patente. Prova a chiederlo ai nostri ragazzi quando hanno diciotto anni e non vedono l’ora, aiuto! aiuto! aiuto!, arrivano i diciott’anni, arriva la patente!

M. Sì, purtroppo per me non è andata esattamente così, ma per la maggior parte delle persone, sì, perché la patente è sempre simbolo di autonomia, di libertà, indipendenza, no?

S. È vero, però si dimenticano che una macchina costa soldi, ci vuole la benzina… oppure il diesel, quello che serve, dipende dal tipo di macchina… costa di assicurazione, costa di bollo e magari loro sono lì che sono a scuola e dipendono dai genitori, per cui… tirano anche su il naso perché… “Mamma, non mi dai neanche i soldi per la benzina questa settimana”!

M. Sì, è vero e la benzina purtroppo costa sempre di più; e poi ci sono sempre più macchine in circolazione, il che rende guidare anche un po' pericoloso a volte, infatti quando io non ho passato il test per la patente mia mamma è stata tutta contenta, e mi ha, in pratica, proibito di riprovarci finché lei campa.

S. Addirittura! Mannaggia!

M. Sì, eh… Figlio unico…

S. Eh, troppo protetti questi figli unici!

M. Sì, può darsi, però d’altra parte ha ragione anche lei: c’è di quella gente che guida… e ci si chiede come hanno fatto a prendere la patente…

S. Questo è vero! Lo posso confermare perché proprio martedì scorso ho visto un incidente da paura, poi alla fine sul giornale ho letto che il ragazzo che ha fatto l’incidente è morto, purtroppo. E quindi son cose che ti fanno pensare molto, specialmente quando la macchina la dai ai ragazzotti di diciotto anni che pensano di avere il mondo in mano e invece non si rendono conto che….

M. Si ai ragazzotti di diciotto anni, e anche ai “vecioti” [vecchiotti] come si dice qua, di ottanta, novant’anni.

S. Ahahah!

M. Ci si chiede come possano rinnovargliela perché proprio, sì, alcuni magari guidano ancora bene, ma tanti no; mi ricordo che fino a qualche anno fa abitava vicino a noi il cugino di mia nonna, che però aveva quasi la stessa età e nonostante avesse, fa' conto… non lo so, settant’anni, settantacinque, guidava in modo da paura, proprio! Infatti mi ha portato una volta fino in stazione e quando sono arrivato in stazione, mi sono come sentito sollevato.

S. Immagino!

M. Ma sì, guidare in città proprio…

S. Poi sinceramente, con tutte le macchine che ci sono, anche guidare in città è diventata una cosa orrenda, nel senso che il traffico è caotico, per fare poca strada ci metti un sacco di tempo…

M. Sì, infatti.

S. … ci sono tantissime macchine, tutti hanno fretta e io non so… tante volte tutti sembrano impazziti quando sono in macchina.

M. Sì, però anche va detto che è un problema di educazione alla mobilità, diciamo, perché in Italia c’è troppa gente che va in macchina per muoversi in città, quando potrebbe andare a piedi o con i mezzi pubblici. Un conto è doversi spostare, spesso o a orari variabili, come mio papà che lavora un giorno da una parte e un giorno dall’altra, non può fare affidamento sui treni perché delle volte torna di notte, ma gente che lavora in città oppure che va sempre, fa' conto, da Rovigo a Venezia con orario da impiegato, o cose del genere ci sono i trasporti pubblici, ci sono i propri piedi per la città, e purtroppo in Italia c’è questo vizio di andare dappertutto in macchina, quindi ne pagano le conseguenze quelli che hanno effettivamente bisogno di andare in macchina.

S. Sono proprio d’accordo, è vero: tante volte prendiamo la macchina giusto per andare fuori in piazza o giù in cortile per un po'.

M. Hm hm….

S. Hai visto il nuovo… la nuova pubblicità della macchina di quelli lì che vanno in appartamento, in ascensore con la macchina, che si siedono sul divano con la macchina, mi fa morire…

M. No, non l’ho vista.

S. Non l’hai vista? E non mi ricordo qual è la marca della macchina ma…

M. Ma non facciamo neanche pubblicità, dài…

S. Certamente! Anche perché non è tanto bella quella pubblicità lì, proprio non scendono proprio dalla macchina.

M. Ah sì?

S. Invece farebbe bene qualche bella passeggiata a piedi…

M. Certo.

S. Anche per la salute.

M. Anche perché gli italiani son sempre più grassi, un po' come tutti nel mondo occidentale, mi sembra. Però, in altri paesi sono più civilizzati, almeno per quanto riguarda i trasporti.


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