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Le mie esperienze con Couchsurfing, Un nomade a Sofia

Un nomade a Sofia

Dopo la partenza di Matthew, non ho più ricevuto richieste di ospitalità per diverso tempo. Poi, però, quando ormai mancavano pochi giorni al mio ritorno in Italia, me ne è arrivata una da Ross, un CouchSurfer americano molto giovane, ma che aveva già fatto esperienze di viaggio (e di vita) a iosa! Aveva passato diverso tempo in Nepal e nel Sud-est asiatico a insegnare inglese, se non mi ricordo male. Quindi, sembrava una persona interessante, che valeva la pena conoscere. Così, ho accettato di ospitarlo.

Ross è arrivato verso le nove o le dieci di sera, nonostante mi pare fosse già a Sofia. L’ho fatto entrare e ho subito sentito che emanava un "profumino" molto poco gradevole. Forse, durante il suo soggiorno in Asia, dove immagino che le risorse igieniche non siano dello stesso livello di quelle americane o europee, aveva preso le abitudini locali. Fatto sta che gli sarebbe tanto servito fare una doccia! Mi aspettavo che mi chiedesse di potersela fare, ma niente! Si è accomodato sul divano dove avrebbe dormito e abbiamo scambiato due parole.

Alle dieci-dieci e mezza avevo un impegno al quale non volevo rinunciare: una conversazione in tedesco con Reinhard, il mio tutor austriaco di LingQ. Così, ho parlato con lui per una mezz’oretta, durante la quale Ross ha fatto i cavoli suoi sul suo computer, poi ho scambiato due parole con lui, prima di andare a letto.

La mattina dopo, mi sono alzato, come sempre, verso le sette. Ross dormiva ancora. Sono entrato comunque in sala per prepararmi la colazione (avevo un’unica grande stanza che comprendeva la cucina e il salotto), così dopo un po' si è svegliato. Io ho fatto colazione come al solito, probabilmente con latte e cereali, o biscotti. Gli ho chiesto cosa volesse per colazione, e ha voluto solo una fetta di pane col burro.

Poi, mi sono lavato e dopo un po' siamo usciti.

So già cosa starete pensando: "Michele, ti sei dimenticato di dire che Ross si è fatto la doccia!" Ahimè, vorrei darvi ragione, ma non posso proprio, perché sarebbe una bugia! Eh, già, neanche quella mattina si è lavato! Il sudore e la barba molto incolta lo facevano sembrare un nomade...

Nel pomeriggio, gli ho mandato un messaggio dall’Ambasciata per chiedergli cosa stava facendo e quali progetti aveva per quella sera. Mi ha risposto candidamente che aveva trovato un ospite che abitava più vicino al bulevard Vitosha, la via dei cinema e dello shopping, quindi sarebbe andato da lui. Così, non l’ho più rivisto. In compenso, quando sono tornato a casa, ho trovato il burro fuori dal frigorifero, ormai tutto squagliato e praticamente inutilizzabile!

Ospitare Ross mi ha fatto capire che avere tante esperienze di viaggio e tante referenze positive su CouchSurfing conta solo fino a un certo punto. Ross, come L. (la mia ospite per il primo mese - se non la conoscete, andate a leggervi "Un italiano a Sofia"! ), aveva molte referenze positive, anche da parte di altri membri che l’avevano ospitato. Però... non ci siamo intesi bene. Probabilmente eravamo troppo diversi. Di sicuro, mi ha dato l’impressione di cercare un posto dove dormire, più che una persona con cui parlare. Manco a dirlo, non mi ha lasciato la referenza.

Per fortuna, non mi sono lasciato scoraggiare e non ho smesso di usare CouchSurfing per colpa di Ross. Di lì a poco, tornato a casa, avrei cominciato a tediare i miei genitori perché mi lasciassero ospitare i CouchSurfer in viaggio nella nostra regione. E, come dice il proverbio, "gutta cavat lapidem" (ossia, "la goccia scava la pietra"): dopo vari sforzi e alcuni lavori domestici, ci sono riuscito. Certo, l’inizio è stato a dir poco scoraggiante... Volete sapere il perché? Ve lo svelerò presto!



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Un nomade a Sofia

Dopo la partenza di Matthew, non ho più ricevuto richieste di ospitalità per diverso tempo. Poi, però, quando ormai mancavano pochi giorni al mio ritorno in Italia, me ne è arrivata una da Ross, un CouchSurfer americano molto giovane, ma che aveva già fatto esperienze di viaggio (e di vita) a iosa! Aveva passato diverso tempo in Nepal e nel Sud-est asiatico a insegnare inglese, se non mi ricordo male. Quindi, sembrava una persona interessante, che valeva la pena conoscere. Così, ho accettato di ospitarlo.

Ross è arrivato verso le nove o le dieci di sera, nonostante mi pare fosse già a Sofia. L’ho fatto entrare e ho subito sentito che emanava un "profumino" molto poco gradevole. Forse, durante il suo soggiorno in Asia, dove immagino che le risorse igieniche non siano dello stesso livello di quelle americane o europee, aveva preso le abitudini locali. Fatto sta che gli sarebbe tanto servito fare una doccia! Mi aspettavo che mi chiedesse di potersela fare, ma niente! Si è accomodato sul divano dove avrebbe dormito e abbiamo scambiato due parole.

Alle dieci-dieci e mezza avevo un impegno al quale non volevo rinunciare: una conversazione in tedesco con Reinhard, il mio tutor austriaco di LingQ. Così, ho parlato con lui per una mezz’oretta, durante la quale Ross ha fatto i cavoli suoi sul suo computer, poi ho scambiato due parole con lui, prima di andare a letto.

La mattina dopo, mi sono alzato, come sempre, verso le sette. Ross dormiva ancora. Sono entrato comunque in sala per prepararmi la colazione (avevo un’unica grande stanza che comprendeva la cucina e il salotto), così dopo un po' si è svegliato. Io ho fatto colazione come al solito, probabilmente con latte e cereali, o biscotti. Gli ho chiesto cosa volesse per colazione, e ha voluto solo una fetta di pane col burro.

Poi, mi sono lavato e dopo un po' siamo usciti.

So già cosa starete pensando: "Michele, ti sei dimenticato di dire che Ross si è fatto la doccia!" Ahimè, vorrei darvi ragione, ma non posso proprio, perché sarebbe una bugia! Eh, già, neanche quella mattina si è lavato! Il sudore e la barba molto incolta lo facevano sembrare un nomade...

Nel pomeriggio, gli ho mandato un messaggio dall’Ambasciata per chiedergli cosa stava facendo e quali progetti aveva per quella sera. Mi ha risposto candidamente che aveva trovato un ospite che abitava più vicino al bulevard Vitosha, la via dei cinema e dello shopping, quindi sarebbe andato da lui. Così, non l’ho più rivisto. In compenso, quando sono tornato a casa, ho trovato il burro fuori dal frigorifero, ormai tutto squagliato e praticamente inutilizzabile!

Ospitare Ross mi ha fatto capire che avere tante esperienze di viaggio e tante referenze positive su CouchSurfing conta solo fino a un certo punto. Ross, come L. (la mia ospite per il primo mese - se non la conoscete, andate a leggervi "Un italiano a Sofia"! ), aveva molte referenze positive, anche da parte di altri membri che l’avevano ospitato. Però... non ci siamo intesi bene. Probabilmente eravamo troppo diversi. Di sicuro, mi ha dato l’impressione di cercare un posto dove dormire, più che una persona con cui parlare. Manco a dirlo, non mi ha lasciato la referenza.

Per fortuna, non mi sono lasciato scoraggiare e non ho smesso di usare CouchSurfing per colpa di Ross. Di lì a poco, tornato a casa, avrei cominciato a tediare i miei genitori perché mi lasciassero ospitare i CouchSurfer in viaggio nella nostra regione. E, come dice il proverbio, "gutta cavat lapidem" (ossia, "la goccia scava la pietra"): dopo vari sforzi e alcuni lavori domestici, ci sono riuscito. Certo, l’inizio è stato a dir poco scoraggiante... Volete sapere il perché? Ve lo svelerò presto!


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