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Le mie esperienze con Couchsurfing, Secondo incontro con Kristian... e secondo scontro con la cucina bulgara!

Secondo incontro con Kristian... e secondo scontro con la cucina bulgara!

Ho rivisto Kristian due settimane dopo il nostro primo incontro.

A dire il vero, ci eravamo incrociati anche alcuni giorni prima: dapprima al liceo italiano di Sofia, dove lui si trovava per cercare lavoro e io per assistere a una gara di italiano fra scuole; poi, a teatro, per assistere a un concerto organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in omaggio al grande cantautore genovese Fabrizio De André. Quella volta, erano appena arrivati i miei genitori, che Kristian ha avuto il piacere di conoscere. Si era offerto di portarci in giro per Sofia nei giorni seguenti, ma purtroppo quei giorni di fine ottobre sono stati i più freddi e nevosi di tutto il mio soggiorno bulgaro.

Comunque, il 31 ottobre ci siamo incontrati di nuovo, noi due soli, e visto che era ora di pranzo, Kristian ha voluto farmi assaporare un altro pezzo di cultura bulgara.

Mi ha portato in una tavola calda, dove servivano piatti tipici bulgari. L’ambiente, per quanto semplice, era già migliore rispetto a quello della mensa dove andavo di solito durante la pausa pranzo.

Abbiamo preso entrambi una normale zuppa (anche se diverse l’una dall’altra) e una porzione di mussakà in salsa bulgara, cioè senza melanzane.

Per essere un piatto tipico, questo era ancora normale. L’elemento "di disturbo" sono stati i dessert. Kristian ha preso una "torta di pasta". Sì, avete capito bene: una torta dolce fatta con la pasta che di solito si usa per la pastasciutta. Credo che me l’abbia fatta assaggiare, ed era buona! Il mio dessert era meno sconvolgente, ma comunque atipico per me: un budino di riso col latte, servito in un bicchiere di plastica.

Dopo pranzo, siamo tornati verso la piazza del patriarca Evtimii, che i sofioti chiamano amichevolmente "Popa", dove i giovani della capitale si danno appuntamento, vista la centralità del posto.

Kristian doveva incontrare una CouchSurfer egiziana che avrebbe dormito da lui per qualche notte. L’abbiamo vista quasi subito: una giovane dalla pelle e dai capelli scuri, molto diversa dalla tipica donna di un paese musulmano. Il fatto divertente di questo incontro è stato che, nonostante lei si sia presentata ad entrambi dicendo il suo nome, nessuno di noi l’ha capito!

Poi siamo andati a fare un giro e io sono voluto entrare al museo archeologico, che in quella giornata era gratis.

Purtroppo, il mio interesse non era condiviso dagli altri due, e io ero anche un po' stanco, quindi ho visitato solo uno dei due piani (va detto che, per strada, mi ero fermato in una libreria per comprare un dizionario italiano-bulgaro e bulgaro-italiano, che non era proprio leggerissimo). Poi Kristian ci ha portati in una piazza dove ci sono delle sorgenti di acqua calda. Moltissimi sofioti vanno lì ogni giorno a riempire le taniche, perché a Sofia non tutti hanno sempre l’acqua calda...

Infine, siamo andati alla piazza del Teatro Ivan Vazov, un bellissimo edificio rosso (secondo Kristian, il più bello di Sofia) con davanti un’altrettanto bella fontana.

C’era un complesso di quattro signori anzianotti che suonavano diversi strumenti. Trovandoli caratteristici, ho scattato loro qualche foto. Ho notato che uno di loro si girava spesso in modo da darmi le spalle, ma non ci ho fatto molto caso. Solo più tardi, alla fine del loro numero, uno di questi signori si è avvicinato a noi e ha parlato con Kristian in bulgaro. Non ci crederete mai: si è lamentato perché li avevo fotografati, rovinando la loro esibizione! Poteva dirlo prima!

Quel pomeriggio, sono tornato a casa felice e sollevato.

Passare del tempo in compagnia di Kristian mi faceva stare bene e mi aiutava a dimenticare, anche solo per qualche ora, tutti gli episodi spiacevoli che mi capitavano all’Ambasciata.


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Secondo incontro con Kristian... e secondo scontro con la cucina bulgara!

Ho rivisto Kristian due settimane dopo il nostro primo incontro.

A dire il vero, ci eravamo incrociati anche alcuni giorni prima: dapprima al liceo italiano di Sofia, dove lui si trovava per cercare lavoro e io per assistere a una gara di italiano fra scuole; poi, a teatro, per assistere a un concerto organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in omaggio al grande cantautore genovese Fabrizio De André. Quella volta, erano appena arrivati i miei genitori, che Kristian ha avuto il piacere di conoscere. Si era offerto di portarci in giro per Sofia nei giorni seguenti, ma purtroppo quei giorni di fine ottobre sono stati i più freddi e nevosi di tutto il mio soggiorno bulgaro.

Comunque, il 31 ottobre ci siamo incontrati di nuovo, noi due soli, e visto che era ora di pranzo, Kristian ha voluto farmi assaporare un altro pezzo di cultura bulgara.

Mi ha portato in una tavola calda, dove servivano piatti tipici bulgari. L’ambiente, per quanto semplice, era già migliore rispetto a quello della mensa dove andavo di solito durante la pausa pranzo.

Abbiamo preso entrambi una normale zuppa (anche se diverse l’una dall’altra) e una porzione di mussakà in salsa bulgara, cioè senza melanzane.

Per essere un piatto tipico, questo era ancora normale. L’elemento "di disturbo" sono stati i dessert. Kristian ha preso una "torta di pasta". Sì, avete capito bene: una torta dolce fatta con la pasta che di solito si usa per la pastasciutta. Credo che me l’abbia fatta assaggiare, ed era buona! Il mio dessert era meno sconvolgente, ma comunque atipico per me: un budino di riso col latte, servito in un bicchiere di plastica.

Dopo pranzo, siamo tornati verso la piazza del patriarca Evtimii, che i sofioti chiamano amichevolmente "Popa", dove i giovani della capitale si danno appuntamento, vista la centralità del posto.

Kristian doveva incontrare una CouchSurfer egiziana che avrebbe dormito da lui per qualche notte. L’abbiamo vista quasi subito: una giovane dalla pelle e dai capelli scuri, molto diversa dalla tipica donna di un paese musulmano. Il fatto divertente di questo incontro è stato che, nonostante lei si sia presentata ad entrambi dicendo il suo nome, nessuno di noi l’ha capito!

Poi siamo andati a fare un giro e io sono voluto entrare al museo archeologico, che in quella giornata era gratis.

Purtroppo, il mio interesse non era condiviso dagli altri due, e io ero anche un po' stanco, quindi ho visitato solo uno dei due piani (va detto che, per strada, mi ero fermato in una libreria per comprare un dizionario italiano-bulgaro e bulgaro-italiano, che non era proprio leggerissimo). Poi Kristian ci ha portati in una piazza dove ci sono delle sorgenti di acqua calda. Moltissimi sofioti vanno lì ogni giorno a riempire le taniche, perché a Sofia non tutti hanno sempre l’acqua calda...

Infine, siamo andati alla piazza del Teatro Ivan Vazov, un bellissimo edificio rosso (secondo Kristian, il più bello di Sofia) con davanti un’altrettanto bella fontana.

C’era un complesso di quattro signori anzianotti che suonavano diversi strumenti. Trovandoli caratteristici, ho scattato loro qualche foto. Ho notato che uno di loro si girava spesso in modo da darmi le spalle, ma non ci ho fatto molto caso. Solo più tardi, alla fine del loro numero, uno di questi signori si è avvicinato a noi e ha parlato con Kristian in bulgaro. Non ci crederete mai: si è lamentato perché li avevo fotografati, rovinando la loro esibizione! Poteva dirlo prima!

Quel pomeriggio, sono tornato a casa felice e sollevato.

Passare del tempo in compagnia di Kristian mi faceva stare bene e mi aiutava a dimenticare, anche solo per qualche ora, tutti gli episodi spiacevoli che mi capitavano all’Ambasciata.

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