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Le mie esperienze con Couchsurfing, Primo meeting di Couchsurfing... e prima "tragedia sociale"!

Primo meeting di Couchsurfing... e prima "tragedia sociale"!

Il giorno dopo aver incontrato Emilia e Monika a Venezia, mi aspettava un altro appuntamento, più impegnativo, a Verona: il mio primo vero meeting di Couchsurfing. L’incontro aveva per argomento la Persia ed era organizzato da un uomo e una donna iraniani. Lei era una Couchsurfer, lui non so. Sul sito di Couchsurfing si erano iscritte una ventina di persone, ma alla fine ce n’erano di più, perché vari Couchsurfer avevano portato ospiti stranieri e amici locali.

Mi ero iscritto anch’io, incuriosito dal tema e desideroso di conoscere persone nuove. Una scelta che si sarebbe rivelata molto, forse troppo azzardata!

Al momento dell’iscrizione, avevo indicato che mi sarebbe servito un ospite a Verona (impossibile tornare a Rovigo di notte senza macchina!) e, pochi giorni dopo avevo ricevuto un invito da Franco, un simpatico Couchsurfer trentottenne che già da tempo ospitava viaggiatori sul suo divano. Quella sarebbe stata anche la mia prima esperienza da "surfer".

Dopo avermi incontrato al punto stabilito (più o meno...), Franco mi ha accompagnato a casa sua e poi mi ha fatto fare un po' il giro del quartiere, non molto turistico. Non siamo potuti stare in giro molto a lungo, perché di lì a poco sarebbe passato a prenderci Marco, un Couchsurfer lombardo di mezza età, che durante il tragitto in macchina avrebbe parlato solo con Franco e con un altro ragazzo che era in macchina con noi... Va beh, sono abituato a fare la figura del Charlie Brown!

Abbiamo trovato a fatica la casa di campagna dove si sarebbe svolto l’incontro. Quando finalmente l’abbiamo trovata e siamo entrati... mi sono subito pentito di essere lì! C’era un salone molto grande e pieno di gente, e il guaio è che (quasi) tutti si conoscevano già, mentre io non conoscevo nessuno, e nessuno sembrava aver voglia di conoscere me! A dire la verità, c’è stata un’eccezione: Krisztina, una signora ungherese molto giovanile con figlioletti al seguito, che mi ha accolto calorosamente e mi ha intrattenuto un po', invitandomi poi ad andare a trovarla (e questo sarà l’argomento di una prossima lezione).

La parte culturale è consistita nella lettura (francamente stentata) di articoli di Wikipedia sulla Persia, e nella visione di alcuni video di Youtube, seguiti da una specie di dibattito. In realtà, la maggior parte delle persone era lì per mangiare e divertirsi. Infatti, dopo un paio d’ore, accantonata la cultura, si è passati alla parte ludica della serata, con musica e luci da discoteca. Mi sono sentito piuttosto a disagio e dopo un po' sono dovuto uscire per ossigenarmi il cervello... Per fortuna non sono andati avanti troppo a lungo e intorno alle undici e mezza siamo tornati tutti a casa (anche perché diverse persone venivano da fuori Verona).

Quella notte non ho dormito molto, sia perché non avevo mai passato la notte su un divano, sia perché Franco si era addormentato subito e dormiva dalla grossa! Per fortuna, la mattina seguente, mi ha offerto la colazione e poi mi ha accompagnato fino in stazione.

Morale di questa avventura: mi era piaciuto passare la notte a casa di un estraneo, e volevo ripetere l’esperienza (e infatti l’ho ripetuta molte volte), ma alla serata persiana mi ero sentito come un pesce fuor d’acqua e non sapevo quando avrei trovato il coraggio di riprovarci.



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Primo meeting di Couchsurfing... e prima "tragedia sociale"!

Il giorno dopo aver incontrato Emilia e Monika a Venezia, mi aspettava un altro appuntamento, più impegnativo, a Verona: il mio primo vero meeting di Couchsurfing. L’incontro aveva per argomento la Persia ed era organizzato da un uomo e una donna iraniani. Lei era una Couchsurfer, lui non so. Sul sito di Couchsurfing si erano iscritte una ventina di persone, ma alla fine ce n’erano di più, perché vari Couchsurfer avevano portato ospiti stranieri e amici locali.

Mi ero iscritto anch’io, incuriosito dal tema e desideroso di conoscere persone nuove. Una scelta che si sarebbe rivelata molto, forse troppo azzardata!

Al momento dell’iscrizione, avevo indicato che mi sarebbe servito un ospite a Verona (impossibile tornare a Rovigo di notte senza macchina!) e, pochi giorni dopo avevo ricevuto un invito da Franco, un simpatico Couchsurfer trentottenne che già da tempo ospitava viaggiatori sul suo divano. Quella sarebbe stata anche la mia prima esperienza da "surfer".

Dopo avermi incontrato al punto stabilito (più o meno...), Franco mi ha accompagnato a casa sua e poi mi ha fatto fare un po' il giro del quartiere, non molto turistico. Non siamo potuti stare in giro molto a lungo, perché di lì a poco sarebbe passato a prenderci Marco, un Couchsurfer lombardo di mezza età, che durante il tragitto in macchina avrebbe parlato solo con Franco e con un altro ragazzo che era in macchina con noi... Va beh, sono abituato a fare la figura del Charlie Brown!

Abbiamo trovato a fatica la casa di campagna dove si sarebbe svolto l’incontro. Quando finalmente l’abbiamo trovata e siamo entrati... mi sono subito pentito di essere lì! C’era un salone molto grande e pieno di gente, e il guaio è che (quasi) tutti si conoscevano già, mentre io non conoscevo nessuno, e nessuno sembrava aver voglia di conoscere me! A dire la verità, c’è stata un’eccezione: Krisztina, una signora ungherese molto giovanile con figlioletti al seguito, che mi ha accolto calorosamente e mi ha intrattenuto un po', invitandomi poi ad andare a trovarla (e questo sarà l’argomento di una prossima lezione).

La parte culturale è consistita nella lettura (francamente stentata) di articoli di Wikipedia sulla Persia, e nella visione di alcuni video di Youtube, seguiti da una specie di dibattito. In realtà, la maggior parte delle persone era lì per mangiare e divertirsi. Infatti, dopo un paio d’ore, accantonata la cultura, si è passati alla parte ludica della serata, con musica e luci da discoteca. Mi sono sentito piuttosto a disagio e dopo un po' sono dovuto uscire per ossigenarmi il cervello... Per fortuna non sono andati avanti troppo a lungo e intorno alle undici e mezza siamo tornati tutti a casa (anche perché diverse persone venivano da fuori Verona).

Quella notte non ho dormito molto, sia perché non avevo mai passato la notte su un divano, sia perché Franco si era addormentato subito e dormiva dalla grossa! Per fortuna, la mattina seguente, mi ha offerto la colazione e poi mi ha accompagnato fino in stazione.

Morale di questa avventura: mi era piaciuto passare la notte a casa di un estraneo, e volevo ripetere l’esperienza (e infatti l’ho ripetuta molte volte), ma alla serata persiana mi ero sentito come un pesce fuor d’acqua e non sapevo quando avrei trovato il coraggio di riprovarci.


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