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Le mie esperienze con Couchsurfing, Primo incontro italo-polacco: il diavolo e l'acqua santa!

Primo incontro italo-polacco: il diavolo e l’acqua santa!

Dopo avervi raccontato del soggiorno di Dominick a casa nostra, devo fare un passo indietro per parlarvi di due esperienze vissute un mese prima.

Un uggioso venerdì di febbraio ho preso il treno alla volta di Venezia, la città italiana (o almeno veneta) che mi piace di meno, per via delle orde di turisti che la invadono ogni giorno e della colonia di colombi che rovinano l’atmosfera e i monumenti (per non parlare dei turisti che danno da mangiare ai colombi: danno su danno! ).

Mi ero messo d’accordo con una ragazza polacca di CouchSurfing, che voleva andarci con "alcune" amiche. Da quando ero tornato a casa dall’incubo bulgaro, non avevo ancora incontrato nessuno, quindi questa mi pareva una buona occasione per cominciare a conoscere altri CouchSurfer, in attesa che i miei genitori mi dessero il nulla osta per ospitare a mia volta.

Temevo di incontrare così tante persone da non riuscire a superare la mia timidezza iniziale, ma per fortuna c’erano solo due ragazze, Monika ed Emilia.

Mi sono sembrate fin da subito molto diverse, come il diavolo e l’acqua santa, e con il passare del tempo questa sensazione ha trovato conferma. Monika era piccola, magrolina, dall’aria leggermente arcigna e, quel che è peggio, era una fumatrice (per lo meno, quando voleva fumare, si allontanava). Emilia, al contrario, era alta e robusta, bionda, con gli occhi azzurri e un sorriso rassicurante. E, soprattutto, non fumava!

Il freddo era pungente e solo Emilia era vestita abbastanza pesante da sopportarlo senza problemi. Io avevo un giubbotto che andava bene a Rovigo, ma non a Venezia. Ma chi stava peggio di tutti, almeno a vederla, era Monika, che tremava come uno scricciolo. Il suo viso scompariva sotto il berretto e la sciarpa.

Ci siamo dovuti rifugiare in diversi bar per scaldarci e rifocillarci un po'. Solo allora potevamo fare quattro chiacchiere. Ho scoperto che Emilia e Monika erano compagne di università e studiavano antropologia. Inoltre, Emilia condivideva con me un grande interesse per l’Europa orientale.

Abbiamo camminato a lungo per Venezia e, paradossalmente, mi è piaciuto, perché di turisti non c’era nemmeno l’ombra!

Siamo arrivati in Piazza San Marco verso mezzogiorno e, incredibilmente, siamo riusciti a entrarci senza fare la coda. Dopo quella volta, non è mai più successo e, ogni volta che ho chiesto ai miei ospiti che erano andati a Venezia: "Siete entrati nella basilica di San Marco? ", mi hanno sempre risposto: "No, perché la coda era troppo lunga." Maledetti turisti!

A dire il vero, in chiesa siamo entrati solo io ed Emilia, perché non si poteva entrare con gli zaini. Così, Monika, che l’aveva già vista, ci ha aspettato fuori.

Dopo aver trovato un bar che vendeva panini e focacce a un prezzo non esagerato, ci siamo lentamente incamminati verso la stazione. Eravamo molto stanchi, soprattutto loro, che viaggiavano con CouchSurfing già da diversi giorni, sempre con lo zaino in spalla!

Dovevano andare fino a Ravenna, per incontrare le altre amiche con cui viaggiavano, e il loro ospite in loco . Così, abbiamo preso insieme il treno per Bologna. Speravo di poter parlare un altro po' con loro, ma si sono addormentate come due angioletti, quindi mi sono dovuto accontentare di salutarle calorosamente poco prima di scendere a Rovigo. Mi hanno anche regalato un segnalibro con scritto "POLSKA"!

Speravo che saremmo rimasti in contatto, ma purtroppo da allora le ho sentite pochissime volte. Non sapevo ancora che questi rapporti "mordi e fuggi" erano destinati a diventare la regola...



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Primo incontro italo-polacco: il diavolo e l’acqua santa!

Dopo avervi raccontato del soggiorno di Dominick a casa nostra, devo fare un passo indietro per parlarvi di due esperienze vissute un mese prima.

Un uggioso venerdì di febbraio ho preso il treno alla volta di Venezia, la città italiana (o almeno veneta) che mi piace di meno, per via delle orde di turisti che la invadono ogni giorno e della colonia di colombi che rovinano l’atmosfera e i monumenti (per non parlare dei turisti che danno da mangiare ai colombi: danno su danno! ).

Mi ero messo d’accordo con una ragazza polacca di CouchSurfing, che voleva andarci con "alcune" amiche. Da quando ero tornato a casa dall’incubo bulgaro, non avevo ancora incontrato nessuno, quindi questa mi pareva una buona occasione per cominciare a conoscere altri CouchSurfer, in attesa che i miei genitori mi dessero il nulla osta per ospitare a mia volta.

Temevo di incontrare così tante persone da non riuscire a superare la mia timidezza iniziale, ma per fortuna c’erano solo due ragazze, Monika ed Emilia.

Mi sono sembrate fin da subito molto diverse, come il diavolo e l’acqua santa, e con il passare del tempo questa sensazione ha trovato conferma. Monika era piccola, magrolina, dall’aria leggermente arcigna e, quel che è peggio, era una fumatrice (per lo meno, quando voleva fumare, si allontanava). Emilia, al contrario, era alta e robusta, bionda, con gli occhi azzurri e un sorriso rassicurante. E, soprattutto, non fumava!

Il freddo era pungente e solo Emilia era vestita abbastanza pesante da sopportarlo senza problemi. Io avevo un giubbotto che andava bene a Rovigo, ma non a Venezia. Ma chi stava peggio di tutti, almeno a vederla, era Monika, che tremava come uno scricciolo. Il suo viso scompariva sotto il berretto e la sciarpa.

Ci siamo dovuti rifugiare in diversi bar per scaldarci e rifocillarci un po'. Solo allora potevamo fare quattro chiacchiere. Ho scoperto che Emilia e Monika erano compagne di università e studiavano antropologia. Inoltre, Emilia condivideva con me un grande interesse per l’Europa orientale.

Abbiamo camminato a lungo per Venezia e, paradossalmente, mi è piaciuto, perché di turisti non c’era nemmeno l’ombra!

Siamo arrivati in Piazza San Marco verso mezzogiorno e, incredibilmente, siamo riusciti a entrarci senza fare la coda. Dopo quella volta, non è mai più successo e, ogni volta che ho chiesto ai miei ospiti che erano andati a Venezia: "Siete entrati nella basilica di San Marco? ", mi hanno sempre risposto: "No, perché la coda era troppo lunga." Maledetti turisti!

A dire il vero, in chiesa siamo entrati solo io ed Emilia, perché non si poteva entrare con gli zaini. Così, Monika, che l’aveva già vista, ci ha aspettato fuori.

Dopo aver trovato un bar che vendeva panini e focacce a un prezzo non esagerato, ci siamo lentamente incamminati verso la stazione. Eravamo molto stanchi, soprattutto loro, che viaggiavano con CouchSurfing già da diversi giorni, sempre con lo zaino in spalla!

Dovevano andare fino a Ravenna, per incontrare le altre amiche con cui viaggiavano, e il loro ospite in loco . Così, abbiamo preso insieme il treno per Bologna. Speravo di poter parlare un altro po' con loro, ma si sono addormentate come due angioletti, quindi mi sono dovuto accontentare di salutarle calorosamente poco prima di scendere a Rovigo. Mi hanno anche regalato un segnalibro con scritto "POLSKA"!

Speravo che saremmo rimasti in contatto, ma purtroppo da allora le ho sentite pochissime volte. Non sapevo ancora che questi rapporti "mordi e fuggi" erano destinati a diventare la regola...


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