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Le mie esperienze con Couchsurfing, Primo e (quasi) ultimo incontro di Couchsurfing a Rovigo

Primo e (quasi) ultimo incontro di Couchsurfing a Rovigo

Il 26 marzo 2011, a meno di due settimane dalla tragica esperienza di cui ero stato "vittima" a Verona, si è tenuto il primo incontro di Couchsurfing a Rovigo, organizzato da me, ancora un novellino ma già l’unico membro un po' attivo nella mia città.

Avevo passato intere giornate (o settimane) a invitare Couchsurfer di tutte le città vicine a venire a Rovigo per visitare una mostra di pittura e anche la città stessa. Purtroppo, infatti, Rovigo non la conosce nessuno, neanche in Veneto o in Emilia-Romagna. Di sicuro la colpa è degli amministratori locali, che non hanno mai saputo investire nel turismo, ma siamo certi che un po' di responsabilità non l’abbia anche la famigerata filastrocca sulle città venete, di cui pochi conoscono il testo, ma tutti conoscono la parte che dice "Rovigo, no me intrigo" (cioè quello che succede a Rovigo non mi riguarda, non mi interessa)?

Comunque, alla fine quel giorno erano venute circa quindici persone, tra Couchsurfer veri e propri, figli e fidanzati. Un risultato per nulla deludente, visto che quel sabato iniziava il maledetto Carnevale di Venezia (scusate il tono acceso, ma fin da bambino odio il Carnevale, e dagli anni di Università a Trieste odio ancor più quello di Venezia che ogni anno sposta mandrie di persone sulla povera isola veneziana, causando molti disagi a chi deve andare a Venezia per altri motivi!). Peccato che, fra tutte queste persone non ci fosse neanche un Couchsurfer rodigino (cioè di Rovigo; la forma "rovigotto" è un po' dispregiativa se la usa qualcuno di un’altra città)! O meglio, ce n’era uno che viveva a Rovigo ma era francese.

Ho ritrovato Franco, Marco e Krisztina con tre dei suoi quattro bambini, e ho conosciuto nuove persone tra cui Angela, una professoressa inglese che allora insegnava a Ferrara e che avrei incontrato ancora un paio di volte nei mesi seguenti. Siamo andati in giro per Rovigo visitando diverse chiese (anche perché non c’è molto altro da vedere qui), e onestamente sono rimasto molto sorpreso nel notare che la maggior parte di queste persone non mostravano il minimo rispetto per i luoghi sacri dove si trovavano, e parlavano a voce alta, come al mercato. Mah!

Verso mezzogiorno e mezzo - l’una siamo andati a pranzo in pizzeria e poi al Palazzo Roverella a vedere la mostra "L’Ottocento elegante". Le due ragazze alla biglietteria erano del tutto impreparate a ricevere così tante persone insieme e non conoscevano tutte le possibilità di sconto. Ho dovuto dirgliele io, leggendole sul bancone!

Al museo avremmo anche dovuto incontrare un’altra Couchsurfer di Padova, che non era potuta arrivare prima, ma nessuno di noi l’ha mai vista!

Dopo la mostra, alcuni Couchsurfer sono partiti subito per Venezia (sì, per l’apertura del malefico Carnevale), mentre altri sono rimasti per fare ancora una passeggiata e mangiare un gelato. Verso le sette ci siamo salutati, con la solita promessa di rivederci e la mia speranza di riuscire a organizzare altri incontri come quello. Speranza vana...



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Primo e (quasi) ultimo incontro di Couchsurfing a Rovigo

Il 26 marzo 2011, a meno di due settimane dalla tragica esperienza di cui ero stato "vittima" a Verona, si è tenuto il primo incontro di Couchsurfing a Rovigo, organizzato da me, ancora un novellino ma già l’unico membro un po' attivo nella mia città.

Avevo passato intere giornate (o settimane) a invitare Couchsurfer di tutte le città vicine a venire a Rovigo per visitare una mostra di pittura e anche la città stessa. Purtroppo, infatti, Rovigo non la conosce nessuno, neanche in Veneto o in Emilia-Romagna. Di sicuro la colpa è degli amministratori locali, che non hanno mai saputo investire nel turismo, ma siamo certi che un po' di responsabilità non l’abbia anche la famigerata filastrocca sulle città venete, di cui pochi conoscono il testo, ma tutti conoscono la parte che dice "Rovigo, no me intrigo" (cioè quello che succede a Rovigo non mi riguarda, non mi interessa)?

Comunque, alla fine quel giorno erano venute circa quindici persone, tra Couchsurfer veri e propri, figli e fidanzati. Un risultato per nulla deludente, visto che quel sabato iniziava il maledetto Carnevale di Venezia (scusate il tono acceso, ma fin da bambino odio il Carnevale, e dagli anni di Università a Trieste odio ancor più quello di Venezia che ogni anno sposta mandrie di persone sulla povera isola veneziana, causando molti disagi a chi deve andare a Venezia per altri motivi!). Peccato che, fra tutte queste persone non ci fosse neanche un Couchsurfer rodigino (cioè di Rovigo; la forma "rovigotto" è un po' dispregiativa se la usa qualcuno di un’altra città)! O meglio, ce n’era uno che viveva a Rovigo ma era francese.

Ho ritrovato Franco, Marco e Krisztina con tre dei suoi quattro bambini, e ho conosciuto nuove persone tra cui Angela, una professoressa inglese che allora insegnava a Ferrara e che avrei incontrato ancora un paio di volte nei mesi seguenti. Siamo andati in giro per Rovigo visitando diverse chiese (anche perché non c’è molto altro da vedere qui), e onestamente sono rimasto molto sorpreso nel notare che la maggior parte di queste persone non mostravano il minimo rispetto per i luoghi sacri dove si trovavano, e parlavano a voce alta, come al mercato. Mah!

Verso mezzogiorno e mezzo - l’una siamo andati a pranzo in pizzeria e poi al Palazzo Roverella a vedere la mostra "L’Ottocento elegante". Le due ragazze alla biglietteria erano del tutto impreparate a ricevere così tante persone insieme e non conoscevano tutte le possibilità di sconto. Ho dovuto dirgliele io, leggendole sul bancone!

Al museo avremmo anche dovuto incontrare un’altra Couchsurfer di Padova, che non era potuta arrivare prima, ma nessuno di noi l’ha mai vista!

Dopo la mostra, alcuni Couchsurfer sono partiti subito per Venezia (sì, per l’apertura del malefico Carnevale), mentre altri sono rimasti per fare ancora una passeggiata e mangiare un gelato. Verso le sette ci siamo salutati, con la solita promessa di rivederci e la mia speranza di riuscire a organizzare altri incontri come quello. Speranza vana...


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