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Le mie esperienze con Couchsurfing, Primo approccio con la Lituania

Primo approccio con la Lituania

Quando sono stato ospite di Krisztina, ho dovuto sorbirmi tutte le sue regole su come e chi ospitare (per esempio, nessun principiante che non abbia già qualche referenza), nonostante fosse chiaro che le nostre situazioni erano diverse: lei, mamma con bambini piccoli, in una località turistica; io, ragazzo adulto che vive ancora con i genitori in una cittadina che nessuno conosce, e che ha il solo vantaggio di trovarsi vicino a Venezia e ad altre città famose. Se avessi ascoltato tutti i consigli di Krisztina, forse avrei ospitato cinque, massimo dieci persone in due anni, anziché centoventi.

Per fortuna, ho deciso di fare di testa mia, e pochi giorni dopo ho avuto i primi ospiti dopo Junmo. Erano Asta e Martynas, una coppia di fidanzatini lituani. Lei aveva un viso da bambolina e lui si è rivelato subito molto simpatico. Purtroppo non sono arrivati da soli. Avevo infatti accettato di ospitare per una notte una ragazza polacca, Klaudyna, che ho trovato subito piuttosto scontrosa, e di cui non serbo nessun ricordo positivo. Al massimo mi ricordo il bastoncino che mi ha regalato (dopo aver visto che i lituani avevano portato dei regali), presentandolo come uno spazzolino da denti usato in Marocco, e le sue proteste per il fatto che nei ristoranti italiani si paga il coperto (una tassa per sedersi a mangiare, che sarà pure iniqua, ma va pagata) e che le pizzerie non offrono la porzione normale e quella ridotta.

Ma torniamo ad Asta e Martynas: in segno di ringraziamento per l’ospitalità, mi avevano portato un bel piattino con magnete raffigurante la Lituania e il famoso castello di Trakai.

L’indomani siamo andati tutti e quattro a Padova, che abbiamo visitato in lungo e in largo, e dove Asta mi ha stupito chiedendomi a cosa servivano le reliquie esposte nella Basilica di Sant’Antonio. Oggi, dopo oltre due anni, una domanda del genere non mi stupirebbe più...

Verso le due, siamo tornati in stazione dove ci siamo accomiatati dal peso morto, ehm... da Klaudyna, che doveva andare a Bologna. Finalmente liberi, siamo andati a Venezia. Non è stata per niente una buona idea, perché eravamo già un po' stanchi e a Venezia ci siamo distrutti (o, come diciamo qua, "derenati"). Allora ho deciso che mai più avrei visitato due città nello stesso giorno! Per fortuna, al nostro arrivo ci siamo rifocillati con una cenetta "gentilmente offerta dalla casa", che Asta e Martynas hanno gradito molto.

L’indomani sono partiti contenti, invitandomi ad andare a trovarli, cosa che avrei fatto di lì a qualche mese.

Raccontando questo episodio, mi è venuto in mente che i primi tempi andavo quasi sempre in giro con i miei ospiti e spesso pagavo per loro. Inoltre, mia mamma offriva loro quasi sempre la cena. Purtroppo, a lungo andare, alcune cose sono cambiate e gli ospiti hanno dovuto imparare a essere più autonomi, il che ha portato sì a meno lavoro per mia mamma e a meno spese in generale, ma ha anche fatto venir meno l’elemento di condivisione che dovrebbe essere alla base di ogni esperienza di Couchsurfing. Dovrebbe...



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Primo approccio con la Lituania

Quando sono stato ospite di Krisztina, ho dovuto sorbirmi tutte le sue regole su come e chi ospitare (per esempio, nessun principiante che non abbia già qualche referenza), nonostante fosse chiaro che le nostre situazioni erano diverse: lei, mamma con bambini piccoli, in una località turistica; io, ragazzo adulto che vive ancora con i genitori in una cittadina che nessuno conosce, e che ha il solo vantaggio di trovarsi vicino a Venezia e ad altre città famose. Se avessi ascoltato tutti i consigli di Krisztina, forse avrei ospitato cinque, massimo dieci persone in due anni, anziché centoventi.

Per fortuna, ho deciso di fare di testa mia, e pochi giorni dopo ho avuto i primi ospiti dopo Junmo. Erano Asta e Martynas, una coppia di fidanzatini lituani. Lei aveva un viso da bambolina e lui si è rivelato subito molto simpatico. Purtroppo non sono arrivati da soli. Avevo infatti accettato di ospitare per una notte una ragazza polacca, Klaudyna, che ho trovato subito piuttosto scontrosa, e di cui non serbo nessun ricordo positivo. Al massimo mi ricordo il bastoncino che mi ha regalato (dopo aver visto che i lituani avevano portato dei regali), presentandolo come uno spazzolino da denti usato in Marocco, e le sue proteste per il fatto che nei ristoranti italiani si paga il coperto (una tassa per sedersi a mangiare, che sarà pure iniqua, ma va pagata) e che le pizzerie non offrono la porzione normale e quella ridotta.

Ma torniamo ad Asta e Martynas: in segno di ringraziamento per l’ospitalità, mi avevano portato un bel piattino con magnete raffigurante la Lituania e il famoso castello di Trakai.

L’indomani siamo andati tutti e quattro a Padova, che abbiamo visitato in lungo e in largo, e dove Asta mi ha stupito chiedendomi a cosa servivano le reliquie esposte nella Basilica di Sant’Antonio. Oggi, dopo oltre due anni, una domanda del genere non mi stupirebbe più...

Verso le due, siamo tornati in stazione dove ci siamo accomiatati dal peso morto, ehm... da Klaudyna, che doveva andare a Bologna. Finalmente liberi, siamo andati a Venezia. Non è stata per niente una buona idea, perché eravamo già un po' stanchi e a Venezia ci siamo distrutti (o, come diciamo qua, "derenati"). Allora ho deciso che mai più avrei visitato due città nello stesso giorno! Per fortuna, al nostro arrivo ci siamo rifocillati con una cenetta "gentilmente offerta dalla casa", che Asta e Martynas hanno gradito molto.

L’indomani sono partiti contenti, invitandomi ad andare a trovarli, cosa che avrei fatto di lì a qualche mese.

Raccontando questo episodio, mi è venuto in mente che i primi tempi andavo quasi sempre in giro con i miei ospiti e spesso pagavo per loro. Inoltre, mia mamma offriva loro quasi sempre la cena. Purtroppo, a lungo andare, alcune cose sono cambiate e gli ospiti hanno dovuto imparare a essere più autonomi, il che ha portato sì a meno lavoro per mia mamma e a meno spese in generale, ma ha anche fatto venir meno l’elemento di condivisione che dovrebbe essere alla base di ogni esperienza di Couchsurfing. Dovrebbe...


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