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Le mie esperienze con Couchsurfing, Non c'è due senza tre... ma c'è tre senza quattro!

Non c’è due senza tre... ma c’è tre senza quattro!

L’arrivo di novembre aveva segnato l’inizio della fine del mio tragico tirocinio all’Ambasciata. Avevo cominciato a contare i giorni che mancavano alla fine dello stage e alla mia partenza, e vedere che il numero si abbassava in continuazione mi aiutava a sopportare meglio le angherie che subivo al lavoro. Però non era facile e aspettavo sempre in gloria il venerdì pomeriggio, per poter passare due giorni e mezzo in pace, possibilmente da solo. Nel fine settimana potevo dedicarmi a LingQ e ai miei interessi senza le battutine sarcastiche del mio amato collega stagista.

C’era solo una persona che avrei voluto incontrare almeno una volta ogni fine settimana: il mio nuovo amico Kristian. Purtroppo, anche lui era spesso impegnato e il 14 novembre è stata l’ultima volta che siamo riusciti a incontrarci. Il proverbio dice "non c’è due senza tre", ma a volte, purtroppo, c’è tre senza quattro!

Comunque, quella domenica non ci dovevamo incontrare senza motivo, come le altre volte, bensì avevamo una meta precisa: la chiesa di Boyana. Probabilmente a molti di voi questo nome non dice niente, come non diceva niente a me fino a quel giorno. In realtà, questa chiesetta è forse la più pregiata di tutta la Bulgaria, poiché l’interno è ricoperto di affreschi dipinti a partire dal 1259. È inserita anche nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Dovevamo andarci con un marshrut (un mezzo di trasporto tipico dei paesi est-europei, una specie di ibrido fra un autobus e un taxi, un po' più caro del primo ma più economico del secondo), ma non passava mai, così dopo una mezz’oretta abbiamo preso un taxi vero. Il tassista era un chiacchierone e ha parlato con Kristian per tutto il viaggio. Ovviamente in bulgaro, per cui io ho capito solo che parlava di me e dell’Italia, un paese che sembrava piacergli molto.

Finalmente siamo arrivati. Prima di giungere alla chiesa, abbiamo percorso un piccolo bosco ancora abbastanza intatto. Poi siamo passati per la biglietteria/negozio di souvenir. Credevo e speravo che ci fosse un negozio di libri e altri ricordini, vista l’importanza della chiesa. Invece, c’era solo una bacheca appesa fuori dalla biglietteria con una piccola guida in bulgaro, inglese e francese, e altri oggetti di scarso valore.

Il biglietto d’ingresso costava 10 leva (cioè 5 euro), che secondo Kristian erano una cifra esorbitante, mentre io, da non-bulgaro, li trovavo comunque giustificabili visto il tesoro che avevamo di fronte. Un monumento di tale importanza non si visita tutti i giorni! La visita guidata costava quasi il doppio, per cui non l’ho presa, mentre ho comprato una guida in francese da portare a casa.

Kristian non è entrato perché l’aveva già vista diverse volte e non voleva pagare ancora il biglietto. Ma soprattutto, non voleva imbattersi nella guida, un uomo di circa sessant’anni, che lui mi ha definito con l’aggettivo "viscido". In effetti, appena l’ho visto anch’io, non sono riuscito a dargli torto. Ero in compagnia di un’altra turista, una signora di 30-40 anni che, per come parlava male sia in inglese che in francese, ho subito immaginato fosse italiana. (E, infatti, avevo ragione!) Il signore viscido, che assomigliava abbastanza a Gollum, ha aperto il portone d’ingresso e ci ha fatti entrare. Ci ha dato alcune nozioni di base e poi ci ha chiesto se volevamo fare la visita guidata. Credo che anche l’altra turista abbia rifiutato.

Sarò rimasto in chiesa meno di dieci minuti, visto che è piccolissima e non si possono fare foto. All’uscita ho ritrovato Kristian che doveva andare da due amici ciprioti residenti a Sofia. Aveva invitato anche me, ma non me la sentivo di andarci.

Ci siamo avviati verso la fermata del bus. Lo stesso Kristian non capiva dove dovessimo prenderlo, quindi ha dovuto chiedere ad alcune signore. Figuratevi come dev’essere difficile arrivare e lasciare Boyana da soli, senza un amico che parli bulgaro!

Dopo una così bella giornata con il cielo terso e un clima mite, la sera si preannunciava altrettanto interessante. Avrei fatto il mio debutto come "host" di CouchSurfing!



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Non c’è due senza tre... ma c’è tre senza quattro!

L’arrivo di novembre aveva segnato l’inizio della fine del mio tragico tirocinio all’Ambasciata. Avevo cominciato a contare i giorni che mancavano alla fine dello stage e alla mia partenza, e vedere che il numero si abbassava in continuazione mi aiutava a sopportare meglio le angherie che subivo al lavoro. Però non era facile e aspettavo sempre in gloria il venerdì pomeriggio, per poter passare due giorni e mezzo in pace, possibilmente da solo. Nel fine settimana potevo dedicarmi a LingQ e ai miei interessi senza le battutine sarcastiche del mio amato collega stagista.

C’era solo una persona che avrei voluto incontrare almeno una volta ogni fine settimana: il mio nuovo amico Kristian. Purtroppo, anche lui era spesso impegnato e il 14 novembre è stata l’ultima volta che siamo riusciti a incontrarci. Il proverbio dice "non c’è due senza tre", ma a volte, purtroppo, c’è tre senza quattro!

Comunque, quella domenica non ci dovevamo incontrare senza motivo, come le altre volte, bensì avevamo una meta precisa: la chiesa di Boyana. Probabilmente a molti di voi questo nome non dice niente, come non diceva niente a me fino a quel giorno. In realtà, questa chiesetta è forse la più pregiata di tutta la Bulgaria, poiché l’interno è ricoperto di affreschi dipinti a partire dal 1259. È inserita anche nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Dovevamo andarci con un marshrut (un mezzo di trasporto tipico dei paesi est-europei, una specie di ibrido fra un autobus e un taxi, un po' più caro del primo ma più economico del secondo), ma non passava mai, così dopo una mezz’oretta abbiamo preso un taxi vero. Il tassista era un chiacchierone e ha parlato con Kristian per tutto il viaggio. Ovviamente in bulgaro, per cui io ho capito solo che parlava di me e dell’Italia, un paese che sembrava piacergli molto.

Finalmente siamo arrivati. Prima di giungere alla chiesa, abbiamo percorso un piccolo bosco ancora abbastanza intatto. Poi siamo passati per la biglietteria/negozio di souvenir. Credevo e speravo che ci fosse un negozio di libri e altri ricordini, vista l’importanza della chiesa. Invece, c’era solo una bacheca appesa fuori dalla biglietteria con una piccola guida in bulgaro, inglese e francese, e altri oggetti di scarso valore.

Il biglietto d’ingresso costava 10 leva (cioè 5 euro), che secondo Kristian erano una cifra esorbitante, mentre io, da non-bulgaro, li trovavo comunque giustificabili visto il tesoro che avevamo di fronte. Un monumento di tale importanza non si visita tutti i giorni! La visita guidata costava quasi il doppio, per cui non l’ho presa, mentre ho comprato una guida in francese da portare a casa.

Kristian non è entrato perché l’aveva già vista diverse volte e non voleva pagare ancora il biglietto. Ma soprattutto, non voleva imbattersi nella guida, un uomo di circa sessant’anni, che lui mi ha definito con l’aggettivo "viscido". In effetti, appena l’ho visto anch’io, non sono riuscito a dargli torto. Ero in compagnia di un’altra turista, una signora di 30-40 anni che, per come parlava male sia in inglese che in francese, ho subito immaginato fosse italiana. (E, infatti, avevo ragione!) Il signore viscido, che assomigliava abbastanza a Gollum, ha aperto il portone d’ingresso e ci ha fatti entrare. Ci ha dato alcune nozioni di base e poi ci ha chiesto se volevamo fare la visita guidata. Credo che anche l’altra turista abbia rifiutato.

Sarò rimasto in chiesa meno di dieci minuti, visto che è piccolissima e non si possono fare foto. All’uscita ho ritrovato Kristian che doveva andare da due amici ciprioti residenti a Sofia. Aveva invitato anche me, ma non me la sentivo di andarci.

Ci siamo avviati verso la fermata del bus. Lo stesso Kristian non capiva dove dovessimo prenderlo, quindi ha dovuto chiedere ad alcune signore. Figuratevi come dev’essere difficile arrivare e lasciare Boyana da soli, senza un amico che parli bulgaro!

Dopo una così bella giornata con il cielo terso e un clima mite, la sera si preannunciava altrettanto interessante. Avrei fatto il mio debutto come "host" di CouchSurfing!


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