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Le mie esperienze con Couchsurfing, I miei primi passi su CouchSurfing

I miei primi passi su CouchSurfing

Sono venuto a conoscenza di CouchSurfing nel febbraio 2009, grazie a Mohit, un indiano conosciuto su VirtualTourist, un sito di condivisione di storie e informazioni per turisti.

Appena me ne ha parlato, mi sono incuriosito e sono andato subito a iscrivermi.

Poi, però, CouchSurfing è caduto nel dimenticatoio, perché a quel tempo ero ancora occupato con l’università e, comunque, nella mia città non c’erano membri attivi in grado di coinvolgere i nuovi iscritti. (Purtroppo, a tutt’oggi, la situazione non è cambiata. Sono praticamente l’unico membro attivo di Rovigo. Molti giovani della mia provincia si iscrivono per curiosità, ma poi non svolgono nessuna attività e diventano presto inattivi).

Mi sono ricordato di CouchSurfing solo intorno a giugno-luglio 2010.

Allora mi sono messo a compilare ben bene il mio profilo e ho iniziato a contattare alcuni membri di passaggio nella mia regione. Nessun risultato. In agosto, sono andato in vacanza con i miei genitori a Bordeaux e, anche in quel caso, ho cercato di incontrare qualcuno del posto... ma niente! Erano tutti in vacanza o, comunque, fuori città!

Poi, in settembre, come sanno i miei lettori più affezionati, sono andato a Sofia, in Bulgaria, per un tirocinio all’Ambasciata Italiana.

(Per saperne di più su questa tragica esperienza, leggetevi la mia serie "Un italiano a Sofia".) La prima CouchSurfer che ho incontrato è stata L., che mi ha ospitato nella sua "reggia" per ben un mese (in cambio del pagamento di affitto e bollette), dopodiché sono dovuto scappare...

In compenso, nel frattempo, avevo partecipato al mio primo incontro di gruppo, organizzato da Liliya, una simpatica studentessa d’arte, che ci ha portato per musei e gallerie in due occasioni.

(Anche il primo di questi incontri è già stato raccontato in "Un italiano a Sofia".) Non sono stati incontri molto fruttuosi dal punto di vista sociale, visto che entrambe le volte sono riuscito a parlare con pochissime persone. Però, almeno, ho rotto il ghiaccio! Presto ci sarebbero state esperienze ben più interessanti!

 

 



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I miei primi passi su CouchSurfing

Sono venuto a conoscenza di CouchSurfing nel febbraio 2009, grazie a Mohit, un indiano conosciuto su VirtualTourist, un sito di condivisione di storie e informazioni per turisti.

Appena me ne ha parlato, mi sono incuriosito e sono andato subito a iscrivermi.

Poi, però, CouchSurfing è caduto nel dimenticatoio, perché a quel tempo ero ancora occupato con l’università e, comunque, nella mia città non c’erano membri attivi in grado di coinvolgere i nuovi iscritti. (Purtroppo, a tutt’oggi, la situazione non è cambiata. Sono praticamente l’unico membro attivo di Rovigo. Molti giovani della mia provincia si iscrivono per curiosità, ma poi non svolgono nessuna attività e diventano presto inattivi).

Mi sono ricordato di CouchSurfing solo intorno a giugno-luglio 2010.

Allora mi sono messo a compilare ben bene il mio profilo e ho iniziato a contattare alcuni membri di passaggio nella mia regione. Nessun risultato. In agosto, sono andato in vacanza con i miei genitori a Bordeaux e, anche in quel caso, ho cercato di incontrare qualcuno del posto... ma niente! Erano tutti in vacanza o, comunque, fuori città!

Poi, in settembre, come sanno i miei lettori più affezionati, sono andato a Sofia, in Bulgaria, per un tirocinio all’Ambasciata Italiana.

(Per saperne di più su questa tragica esperienza, leggetevi la mia serie "Un italiano a Sofia".) La prima CouchSurfer che ho incontrato è stata L., che mi ha ospitato nella sua "reggia" per ben un mese (in cambio del pagamento di affitto e bollette), dopodiché sono dovuto scappare...

In compenso, nel frattempo, avevo partecipato al mio primo incontro di gruppo, organizzato da Liliya, una simpatica studentessa d’arte, che ci ha portato per musei e gallerie in due occasioni.

(Anche il primo di questi incontri è già stato raccontato in "Un italiano a Sofia".) Non sono stati incontri molto fruttuosi dal punto di vista sociale, visto che entrambe le volte sono riuscito a parlare con pochissime persone. Però, almeno, ho rotto il ghiaccio! Presto ci sarebbero state esperienze ben più interessanti!

 

 


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