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Le mie esperienze con Couchsurfing, A casa di Krisztina... si riga dritti!

A casa di Krisztina... si riga dritti!

Pochi giorni dopo la drammatica esperienza iniziale con Junmo, sono stato ospite di Krisztina e della sua "banda" per un fine settimana. La "banda" sono i suoi figli, o almeno i tre che vivono con lei: Margherita, Rudy e Riccardo. All’epoca (aprile 2011), Margherita aveva 9 o 10 anni, Rudy 7-8 e Riccardo 3 e mezzo.

Il venerdì pomeriggio, Krisztina è venuta a prendermi alla stazione e mi ha portato a visitare il bellissimo Santuario della Madonna del Carmine a San Felice del Benaco, un paese a un tiro di schioppo dal Lago di Garda (o "Lago Benaco") e da casa sua. Poi siamo tornati a casa, perché di lì a poco sarebbero tornati Margherita e Rudy, accompagnati dal padre, che non si è neanche degnato di entrare a salutarmi. Padre che, dal mio punto di vista, ha una colpa ben più grande: quella di aver rifiutato di crescere dei figli bilingui. Siccome lui non conosceva l’ungherese, la lingua di Krisztina, non ha mai voluto che lei lo usasse con i bambini. Così questi poveri cristi hanno perso l’occasione di crescere con due culture. Krisztina mi ha raccontato che ogni anno vanno a trovare la sua famiglia in Ungheria, ma i bambini non sanno dire più di qualche frase in ungherese. Che tristezza!

Più tardi, verso le sette di sera, siamo andati a Salò, cittadina famosa per la Repubblica di Salò. Lì abbiamo trovato Riccardo con suo padre, un po' meno orso del primo, e abbiamo cenato insieme a base di... gelato! Ma io avevo fameeee!! !

Per l’indomani, sabato, Krisztina aveva organizzato una gita a Sirmione e, nonostante avesse invitato tutti i Couchsurfer della zona, alla fine si sono uniti solo i soliti Franco (che mi aveva ospitato a Verona) e Marco (confermatosi nel ruolo di "padre comune", adorato da tutti e tre i bambini, nonostante fosse solo un amico e nulla più). Ero stato a Sirmione solo una volta, in gita scolastica, molti anni prima, quindi ne ho approfittato per rivederla e scattare tante foto. Sirmione era famosa già ai tempi del poeta latino Catullo, che ci aveva abitato. Quel che resta della sua villa adesso è un’area archeologica nota come "Grotte di Catullo". La giornata era molto calda e il cielo era terso, quindi ci siamo divertiti molto.

Nel pomeriggio, Marco doveva tornare a casa per motivi suoi, e i bambini ci sono rimasti molto male perché non ha accettato l’invito a fermarsi a casa loro. Invece, Franco è venuto a casa con tutti noi e abbiamo sperimentato una cosa nuova, che credo non esista altrove: la "merena", ossia una via di mezzo tra la merenda e la cena (sia come orari che come quantità). Già quando erano venuti a Rovigo per la mostra, mi ero accorto che Krisztina si preoccupava molto (o troppo?) per l’alimentazione dei suoi figli, e a casa sua ne ho avuto la conferma. Mesi dopo sarebbero diventati tutti vegani (che tristezza...). Inoltre, i bambini non potevano bere dopo cena né alzarsi di notte per andare a fare la pipì!

Insomma, se una canzone  di una volta diceva che "a casa di Irene si canta, si ride", a casa di Krisztina si ascolta e si ubbidisce!

La domenica mattina, i miei genitori, con mia zia e suo marito, che volevano andare a messa in un santuario a Peschiera del Garda, non lontano da lì, sono passati a prendermi, ma Krisztina ha proposto che andassimo tutti a messa con lei e i bambini e poi a vedere il santuario dove mi aveva già portato due giorni prima.

La messa è stata uno strazio: il prete ha letto la predica parola per parola senza mai alzare gli occhi dal foglio. Ho quasi invidiato Franco, che non era voluto venire in chiesa!

Siamo andati a pranzo tutti insieme, in un ristorante che ai miei genitori non piaceva (troppo sfarzoso e caro), ma non se la sono sentita di dire di no e alla fine hanno pagato per tutti.

Prima che tornassimo a casa, c’è stato il tempo per una scena di panico, quando i bambini hanno chiuso la macchina di Krisztina dall’interno e con la chiave dentro! Krisztina ha mantenuto una calma invidiabile e si è fatta accompagnare a casa da mio papà per prendere una chiave di riserva. Sia mia mamma che mia zia hanno pensato a quanto si sarebbero messe a urlare al suo posto.

Risolto il problema, Krisztina ci ha salutati tutti calorosamente e con l’auspicio di rivedersi. Ma mi sa che rimarrà solo un auspicio, tanto più che da oltre un anno lei è scomparsa da Couchsurfing. Comunque questa esperienza a casa sua mi è servita per capire che non c’è mai limite alla stranezza di certe persone!



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A casa di Krisztina... si riga dritti!

Pochi giorni dopo la drammatica esperienza iniziale con Junmo, sono stato ospite di Krisztina e della sua "banda" per un fine settimana. La "banda" sono i suoi figli, o almeno i tre che vivono con lei: Margherita, Rudy e Riccardo. All’epoca (aprile 2011), Margherita aveva 9 o 10 anni, Rudy 7-8 e Riccardo 3 e mezzo.

Il venerdì pomeriggio, Krisztina è venuta a prendermi alla stazione e mi ha portato a visitare il bellissimo Santuario della Madonna del Carmine a San Felice del Benaco, un paese a un tiro di schioppo dal Lago di Garda (o "Lago Benaco") e da casa sua. Poi siamo tornati a casa, perché di lì a poco sarebbero tornati Margherita e Rudy, accompagnati dal padre, che non si è neanche degnato di entrare a salutarmi. Padre che, dal mio punto di vista, ha una colpa ben più grande: quella di aver rifiutato di crescere dei figli bilingui. Siccome lui non conosceva l’ungherese, la lingua di Krisztina, non ha mai voluto che lei lo usasse con i bambini. Così questi poveri cristi hanno perso l’occasione di crescere con due culture. Krisztina mi ha raccontato che ogni anno vanno a trovare la sua famiglia in Ungheria, ma i bambini non sanno dire più di qualche frase in ungherese. Che tristezza!

Più tardi, verso le sette di sera, siamo andati a Salò, cittadina famosa per la Repubblica di Salò. Lì abbiamo trovato Riccardo con suo padre, un po' meno orso del primo, e abbiamo cenato insieme a base di... gelato! Ma io avevo fameeee!! !

Per l’indomani, sabato, Krisztina aveva organizzato una gita a Sirmione e, nonostante avesse invitato tutti i Couchsurfer della zona, alla fine si sono uniti solo i soliti Franco (che mi aveva ospitato a Verona) e Marco (confermatosi nel ruolo di "padre comune", adorato da tutti e tre i bambini, nonostante fosse solo un amico e nulla più). Ero stato a Sirmione solo una volta, in gita scolastica, molti anni prima, quindi ne ho approfittato per rivederla e scattare tante foto. Sirmione era famosa già ai tempi del poeta latino Catullo, che ci aveva abitato. Quel che resta della sua villa adesso è un’area archeologica nota come "Grotte di Catullo". La giornata era molto calda e il cielo era terso, quindi ci siamo divertiti molto.

Nel pomeriggio, Marco doveva tornare a casa per motivi suoi, e i bambini ci sono rimasti molto male perché non ha accettato l’invito a fermarsi a casa loro. Invece, Franco è venuto a casa con tutti noi e abbiamo sperimentato una cosa nuova, che credo non esista altrove: la "merena", ossia una via di mezzo tra la merenda e la cena (sia come orari che come quantità). Già quando erano venuti a Rovigo per la mostra, mi ero accorto che Krisztina si preoccupava molto (o troppo?) per l’alimentazione dei suoi figli, e a casa sua ne ho avuto la conferma. Mesi dopo sarebbero diventati tutti vegani (che tristezza...). Inoltre, i bambini non potevano bere dopo cena né alzarsi di notte per andare a fare la pipì!

Insomma, se una canzone  di una volta diceva che "a casa di Irene si canta, si ride", a casa di Krisztina si ascolta e si ubbidisce!

La domenica mattina, i miei genitori, con mia zia e suo marito, che volevano andare a messa in un santuario a Peschiera del Garda, non lontano da lì, sono passati a prendermi, ma Krisztina ha proposto che andassimo tutti a messa con lei e i bambini e poi a vedere il santuario dove mi aveva già portato due giorni prima.

La messa è stata uno strazio: il prete ha letto la predica parola per parola senza mai alzare gli occhi dal foglio. Ho quasi invidiato Franco, che non era voluto venire in chiesa!

Siamo andati a pranzo tutti insieme, in un ristorante che ai miei genitori non piaceva (troppo sfarzoso e caro), ma non se la sono sentita di dire di no e alla fine hanno pagato per tutti.

Prima che tornassimo a casa, c’è stato il tempo per una scena di panico, quando i bambini hanno chiuso la macchina di Krisztina dall’interno e con la chiave dentro! Krisztina ha mantenuto una calma invidiabile e si è fatta accompagnare a casa da mio papà per prendere una chiave di riserva. Sia mia mamma che mia zia hanno pensato a quanto si sarebbero messe a urlare al suo posto.

Risolto il problema, Krisztina ci ha salutati tutti calorosamente e con l’auspicio di rivedersi. Ma mi sa che rimarrà solo un auspicio, tanto più che da oltre un anno lei è scomparsa da Couchsurfing. Comunque questa esperienza a casa sua mi è servita per capire che non c’è mai limite alla stranezza di certe persone!


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